ECCO COSA PENSANO L’A.D.I., L’A.E.S.P.I. E LA F.N.I.S.M. DEI LICEI ARTISTICI...
Quanto alle richieste specifiche, l'ADI ha lamentato l'eccessiva rigidità dei licei e ha sostenuto che i licei artistici dovrebbero invece essere qualificati come istituti tecnici, nei quali dovrebbe confluire anche l'insegnamento della danza e della musica. Pur pronunciandosi a favore della riduzione delle ore, ha affermato che non si può ridurre l'orario mantenendo lo stesso numero di discipline. Ha poi ritenuto che i nuovi licei mortifichino le competenze scientifiche e che il latino dovrebbe diventare una specialità studiata perciò da meno studenti ma meglio.
L'AESPI ha stigmatizzato la divisione in due bienni e in un ultimo anno, ritenendo ancora troppo vasta la gamma dei licei. Ha espresso una posizione contraria a quella dell'ADI circa l'insegnamento del latino precisando che dovrebbe essere insegnato a tutti, anche nei licei musicali e artistici, e non solo nel primo biennio. Si è espressa negativamente sulle opzioni scientifico-tecnologica del liceo scientifico e economico-sociale del liceo delle scienze umane. Ha poi manifestato un avviso contrario all'affiancamento dell'indirizzo coreutico nei licei musicali, reputando preferibile un suo spostamento nei professionali.
La FNISM ha posto l'accento sull'esigenza di una logica di sistema e sul carattere trasversale dell'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione. Ha inoltre valutato poco innovativi i nuovi licei, precisando che la lingua straniera dovrebbe essere insegnata per l'intero quinquennio. Ha manifestato condivisione sull'insegnamento di una materia in lingua straniera, sottolineando a sua volta la necessità di una riforma degli organi collegiali. L'UCIIM si è associata alla FNISM sulla natura trasversale dell'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione. Ha poi suggerito l'insegnamento di una materia in lingua straniera anche negli anni antecedenti all'ultimo, lamentando che nel liceo classico e artistico nel primo biennio mancano alcune discipline necessarie per la formazione delle competenze richieste a livello europeo.
UN’ORCHIDEA IN UN GIARDINO SEMPRE PIU’ TRASCURATO
Si inaugura la Scuola di Alta Formazione sulle Arti Visive di Pietrasanta

Riassumendo: a Pietrasanta il Miur ha istitutito una scuola biennale per formare specialisti nei settori Arti visive / Manutenzione e restauro dei materiali contemporanei rivolta a laureati di primo livello, italiani e stranieri. Venticinque allievi l'anno. Si entra per concorso, curriculum e capacità dimostrate. Unica in Italia e probabilmente in Europa. Coordinata dall'AA.BB. di Carrara e dalla facoltà di Lettere dell'Università di Pisa. E' stata scelta questa città per la presenza di un consistente tessuto artistico-artigianale nel campo delle arti plastiche (laboratori del marmo, di tipo artigianale e industriale, fonderie artistiche, mosaicisti, ingranditori in creta, formatori,...).

Come interpretare la notizia?
Positivamente perché quando apre una scuola è sempre una buona nuova. Specialmente se è una scuola d'arte, specialmente se di questo livello. Porterà prestigio alla città e al territorio e anche all'arte in generale. Ci saranno prima o poi agganci e interazioni anche con gli istituti artistici locali. Si constata inoltre che il Miur (settore AFAM), non è totalmente disinteressato all'insegnamento artistico...
Negativamente perché il Miur privilegia il singolo fiore da mettere all'occhiello potando indiscriminatamente e rischiando di far inaridire tutto il giardino. In particolare , è forte il disappunto per la diversità di trattamento che le autorità riservano all'edilizia scolastica, interventi straordinari e a tempo di record per una ristrettissima fascia di eccellenza (nonché fascia abbiente) e, all'opposto, il semiabbandono per la scuola pubblica in particolare Licei artistici e Istituti d’arte.   

Leggi il comunicato
 

ORO BUTTATO: il patrimonio artistico italiano al macero.
Guarda la trasmissione
l patrimonio storico artistico italiano è il più importante del mondo. Da Nord al Sud non c’è angolo d’Italia senza un vero e proprio tesoro. Come lo trattiamo?



INCHIESTA MODELLI VIVENTI
Sussidio in via d’estinzione

Trovare un modello vivente che posi durante le ore di figura disegnata o modellata, o nelle lezioni dello stesso Michelangelo dov’è previsto lo studio della figura umana in particolare nei corsi di pittura e scultura, del Leonardo nel corso figurativo, è diventata un’impresa ardua. Eppure, fino a quando la riforma non viene pubblicata sulla gazzetta ufficiale, ammesso che non lo preveda anch’essa, gli ordinamenti in vigore richiedono questa risorsa essenziale che, ci perdoneranno i signori modelli (professione difficilissima), può benissimo paragonarsi ad un sussidio didattico. E’ un pò come sottrarre allo studente un libro di testo. Perché avviene tutto questo? Il capitolo di spesa specifico per l’incarico di modelli viventi è stato sostanzialmente abolito. Pagare i modelli significa, in poche parole, attingere ai fondi per il pagamento di supplenze, di ore eccedenti ecc.... Noi pensiamo che le difficoltà legate alla gestione dei pochissimi fondi a disposizione non possono essere considerate motivo di abrogazione di un “sussidio didattico”, a maggior ragione se si pensa che una delle seconde prove di esame di stato dell’attuale ordinamento è incentrato su questa figura, che è da considerarsi tutt’altro che obsoleta. 
Sarà per questo motivo che per due anni consecutivi è uscito Architettura all’esame di stato...?

Per questa ragione invitiamo gli istituti a fornirci informazioni sulla situazione dei modelli viventi nei propri istituti e seguire le eventuali iniziative che verranno promosse a riguardo.

INVIA LA TESTIMONIANZA
SCRIVI ALLA REDAZIONE



COORDINAMENTO MONDO ARTE










Artisti, Docenti, Studenti superiori, Studenti ABBAA, ISIA e Scuole di restauro... uniti per il riscatto del linguaggio dell'Arte.
L'Italia di oggi, che quando le conviene sfodera il suo passato (sottolineo passato) artistico come un fiore all'occhiello, è un paese che dedica all'arte 30 minuti alla settimana nelle sue televisioni; una nazione nella quale la terza pagina dei quotidiani è diventata la quarantesima (quando c'è il posto), nella quale le riviste d'arte stanno sulle dita di una mano e, la maggior parte di loro, contengono pubblicità di gallerie "amiche" sulla metà delle loro pagine; uno stato in cui i libri (saggi e monografie) costano più degli altri paesi (nella maggior parte dei quali l'IVA è dimezzata per l'editoria) - bisogna chiedere un prestito per certe monografie, ma allo stesso tempo, se qualcuno di noi si vuole documentare fotograficamente ti impone, il bel paese, di non fotografare le opere esposte nei musei; i Licei artistici e gli Istituti d'arte stanno per essere distrutti dal Ministero della (Pubblica) Istruzione, le Accademie di Belle Arti, anche se in via di ripresa, soffrono per i tagli e i conseguenti spazi assolutamente inadeguati, le opportunità negate, la fama di percorso di studio di serie B; l'Istituto Centrale per il Restauro sta chiudendo la sua scuola per tagli effettuati dal Ministero dei Beni Culturali (che fa capo a Sandro Bondi!!!), l'Opificio seguirà. I reperti archeologici stanno ben nascosti nelle centinaia di depositi mentre centinaia e centinaia di ragazzi si laureano in restauro o beni culturali, i musei boccheggiano e chiudono alcuni dipartimenti o ale per mancanza di personale.... L'arte segue (a torto) la moda, il costume (dovrebbe anticiparlo semmai o contrastarlo, ma non lo fa). E siccome il costume attuale è il nichilismo assoluto, l'arte rischia di raggiungere un destino irreversibile.

Ecc...ecc..ecc...

Possiamo stare ancora a guardare?

Iscriviti e denuncia, proponi, informa.Archivio_notizie/Voci/2009/11/24_Si_inaugura_la_Scuola_di_Alta_Formazione_sulle_Arti_Visive_di_Pietrasanta.htmlhttp://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f10cea7e-5374-4f4a-9cde-01cedee93c5a.html?p=0http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f10cea7e-5374-4f4a-9cde-01cedee93c5a.html?p=0http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f10cea7e-5374-4f4a-9cde-01cedee93c5a.html?p=0mailto:contatti@istruzioneartistica.it?subject=SITUAZIONE%20MODELLI%20VIVENTIhttp://www.facebook.com/group.php?gid=179703796132&ref=mfhttp://www.facebook.com/group.php?gid=179703796132&ref=mfhttp://www.facebook.com/group.php?gid=179703796132&ref=mfhttp://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f10cea7e-5374-4f4a-9cde-01cedee93c5a.html?p=0http://www.facebook.com/group.php?gid=179703796132&ref=mfhttp://www.facebook.com/group.php?gid=179703796132&ref=mfshapeimage_1_link_0shapeimage_1_link_1shapeimage_1_link_2shapeimage_1_link_3shapeimage_1_link_4shapeimage_1_link_5shapeimage_1_link_6shapeimage_1_link_7

IL PASSAGGIO DAL VECCHIO AL “NUOVO”. 
COME AFFRONTARE L’AVVIO DELLA RIFORMA? DISCUSSIONE SUL FORUM CIAN. ISCRIVITI
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NOI CI SIAMO!
ECCO LA MAPPA DEI VISITATORI DEL SITO E DEI MEMBRI DEL CIAN
Il numero delle persone che visitano il sito e spesso aderiscono cresce ogni giorno. La mappa rappresenta perfettamente come il CIAN si sia diffuso sul territorio. L’assemblea generale a Roma, in primavera, è d’obbligo. 


PARERE VII COMM. SENATO
Scarica il Parere definitivo VII Senato.pdf

NOTE SULL’ISTRUZIONE ARTISTICA
di Roberto Guerrini  - LAS Klee-Barabino Genova
Genova, 20 dicembre 2009.
Documento redatto da Roberto Guerrini, docente del L.A.S. Klee/Barabino di Genova.

Eccoci dunque giunti all’epilogo di questo macchinoso, ma vincente tentativo di modificare, certamente in senso distruttivo, l’istruzione artistica in Italia ed uniformarci così agli altri paesi europei che non l’hanno, ma che da decenni tentano di annoverarne una qualche specie nei loro cicli di formazione scolastica.

Ripropongo quindi all’attenzione della cittadinanza questa sorta di lettera aperta che riguarda in modo specifico quanto rischia di capitare nelle scuole artistiche, ma che certamente presto riguarderà anche tutto il resto della scuola secondaria superiore, senza contare quanto è già accaduto ai cicli della scuola primaria e all’Università... Leggi tutto il documento
Scarica il documento in PDF 

ACCORPAMENTI DI ISTITUTI IN VISTA?
PESCARA. Non siamo impazziti, abbiamo semplicemente applicato le previsioni della riforma Gelmini. 

Con queste parole il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, ha spiegato i principi guida che sono alla base della proposta di riordino degli istituti scolastici del secondo ciclo di istruzione che la Provincia deve trasmettere alla Regione e all'Ufficio scolastico regionale. 
La riforma Gelmini, prevede la soppressione degli istituti d'arte con il mantenimento degli insegnamenti nei licei artistici e negli istituti professionali. 
Ne consegue che l'istituto Bellisario di Pescara confluirebbe in parte nel liceo Misticoni e in parte nell'istituto Michetti (per il quale  stato stipulato un mutuo da 435 mila euro per la sistemazione della sede). 
E il Bellisario, comunque, non chiuderebbe i battenti perché sarebbe una succursale del Misticoni, i cui locali sono già al completo e non potrebbero ospitare tutti. 
L'istituto d'arte Mario Da Fiori di Penne, invece, diventerebbe un istituto omnicomprensivo: acquisirebbe le elementari e le medie e sarebbe un istituto superiore con indirizzo artistico. 
Sempre in base alla riforma Gelmini gli indirizzi tecnologici saranno da ora in poi appannaggio dei soli sistemi liceali per cui determinati indirizzi non saranno più presenti negli istituti. 
Sulla scia di questa indicazione a Pescara nascerebbe il terzo liceo scientifico, che di fatto non esiste, ed avrebbe un indirizzo prettamente tecnologico. 
La sede sarebbe situata nei locali dell'istituto tecnico Aterno: gli studenti di questo istituto andrebbero a confluire all'Acerbo e al Manthonà. 
In provincia di Pescara, ha sottolineato Rapposelli, non si avverte la  necessità di tre istituti tecnici e con questa operazione riempiremmo gli spazi del Manthonà, che in parte sono vuoti, e consentiremmo  all’Acerbo di riavere le aule di via Parco Nazionale d'Abruzzo e di lasciare il Di Marzio. L'Aterno ospiterebbe, oltre al terzo liceo scientifico, anche la sede distaccata del liceo scientifico Da Vinci, consentendo alla Provincia di risparmiare circa 130 mila euro d'affitto che paga ogni anno per occupare gli spazi di via Vespucci. 
Per  l’Acerbo si prevede un aumento di iscritti di circa 80 unità e  l’indirizzo proposto ambiente e territorio, informatica e telecomunicazione, mentre per il Manthonà si pensa a una connotazione economica e turistica. 
Mettendo a punto questa proposta,  ha aggiunto il presidente, abbiamo seguito le indicazioni del ministero e  non è opportuno parlare di soppressione delle scuole, come si è fatto, ma di riorganizzazione, con una conseguente razionalizzazione degli spazi e dei costi. 
Testa ha sottolineato che si  tratta di una proposta, e deve essere ancora vagliata dalla giunta regionale, ma ci sono già stati degli incontri con i dirigenti scolastici e i rappresentanti sindacali e finora non ci sono state critiche.

E se in certe città grosse, come Palermo ad esempio, dove attualmente vi sono 2 LAS e 2 ISA (compreso Monreale), si verificasse l’intenzione da parte delle istituzioni di accorparli, con la scusa che 4 Licei artistici in una sola città sono troppi???

Occhi aperti!


CENSIMENTO INDIRIZZI E SEZIONI EFFETTIVAMENTE IN VIGORE NEI LAS E NEGLI ISA DI TUTTA ITALIA
E’ in atto il censimento di tutti gli indirizzi, sezioni e ordinamenti in vigore nei Licei artistici e Istituti d’arte d’Italia. Al fine di avere un quadro dettagliato della situazione nazionale e di ampliare la nostra documentazione per la difesa e il miglioramento dell’Istruzione artistica, si invitano gli istituti a compilare la tabella e inviarla a contatti@istruzioneartistica.it
Grazie per la vostra collaborazione.
SCARICA LA TABELLA (versione .doc)

CENSIMENTO SCUOLE MEDIE ANNESSE AGLI ISTITUTI D’ARTE
E’ in atto il censimento delle scuole medie annesse agli ISA di tutta Italia al fine di aver un quadro più chiaro a livello nazionale della loro diffusione, di comprendere il loro destino e, eventualmente, contrastarne la scomparsa, in virtù dei prossimi cambiamenti voluti dalla riforma nell'ambito dell'istruzione artistica.
Inviare ogni comunicazione inerente a

contatti@istruzioneartistica.it

Grazie per la vostra collaborazione.

MOZIONE ISA E LAS VENEZIA
Alle Organizzazione Sindacali provinciali e nazionali del comparto scuola, loro sedi
 
Agli studenti e ai genitori del L.A.S. ed I.S.A. di Venezia
 
Agli organi di stampa
 
Oggetto: mozione dell’assemblea sindacale in orario di lavoro del personale docente e non docente dell’I.S.A. e del L.A.S. di Venezia
 
   L’assemblea sindacale del personale docente e A.t.a. dell’Istituto Statale d’Arte e del Liceo Artistico di Venezia, riunita su indizione congiunta delle relative R.S.U., e tenutasi in data 21 dicembre 2009 presso l’aula magna della sede dei Carmini a Venezia dell’I.S.A., per discutere dei nuovi ordinamenti per i Licei, previsti dall’art. 64 della legge 133/2008, e del loro impatto sull’istruzione artistica con l’avvio dall’anno scolastico 2010-‘11
 
DENUNCIA
lo snaturamento dell’istruzione artistica per:
la riduzione oraria consistente, soprattutto delle materie d’indirizzo;
la sparizione di alcune discipline;
la difficile confluenza, prevista dallo schema di Regolamento per i nuovi licei, delle sezioni delle arti applicate dell’attuale Istituto d’Arte nel Liceo Artistico;
l’accorpamento in un unico indirizzo - Arti Figurative – della Pittura e della Scultura che dovranno condividere appena 5 ore di attività laboratoriali;
l’istituzione in un non ben precisato indirizzo AUDIOVISIVO MULTIMEDIA SCENOGRAFIA, quando già ora si usano trasversalmente le nuove tecnologie in tutti i settori artistici; la multimedialità quindi è un mezzo e non richiede un apposito corso di studi;
la non istituzione invece di un indirizzo sui Beni Culturali (presente in tutte le sperimentazioni avviate in questi decenni).
 
DENUNCIA
che lo Schema di Regolamento prevede l’avvio, dal prossimo anno scolastico, addirittura non solo dalle prime classi, ma dalle prime e seconde, mettendo in discussione il patto formativo stabilito dagli allievi, e relative famiglie, delle attuali classi prime e il loro diritto a proseguire nel curricolo scelto senza stravolgimenti imposti dall’alto.
 
RILEVA
che lo Schema di Regolamento ha raccolto il parere negativo della Conferenza Unificata Stato – Regioni e del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.
 
RILEVA
che il Consiglio di Stato ha sospeso il proprio parere in attesa di importanti chiarimenti da parte del M.I.U.R.;
che il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione ha sospeso il proprio parere sullo schema di Regolamento per la razionalizzazione ed accorpamento delle nuove classi di concorso, chiedendo di rinviarne all’a.s. 2010-11 l’attuazione.
 
RACCOGLIE
l’imbarazzo dei colleghi ed operatori che stanno curando l’orientamento con gli allievi delle attuali terze medie, in ordine all’incertezza sul futuro del liceo artistico, e ritiene che lo slittamento delle pre-iscrizioni di certo non servirà a fugare tali incertezze.
 
RILEVA
che dopo la pubblicazione sulla G.U. del Regolamento con i nuovi ordinamenti, alle singole istituzioni scolastiche e ai relativi organi collegiali, spetteranno notevoli incombenze per l’adeguamento/aggiornamento dei Piani dell’Offerta Formativa, tutte operazioni che richiedono tempi e riflessioni adeguati; così come una corretta informazione alle famiglie richiede tempi e riflessioni adeguate; e tempi adeguati richiede l’Amministrazione centrale e periferica in ordine alla definizione degli organici, sconvolti per nuovi ordinamenti applicati in tutta fretta.
 
DENUNCIA
il vero e proprio terremoto occupazionale provocato da una manovra in realtà tesa al taglio di ore, materie ed organici; ci saranno docenti di ruolo, soprattutto delle materie d’indirizzo e quindi difficilmente ricollocabili in altri tipi di scuole, da riconvertire ad altri incarichi perché andranno in esubero; ci saranno docenti, amministrativi, tecnici ed ausiliari precari che perderanno il proprio  posto di lavoro, e questo sarà un dramma occupazionale e umano, ma anche professionale, con la dispersione di un patrimonio di conoscenze esperienze ed abilità, acquisite in anni ed anni di insegnamento e di lavoro con contratto a tempo determinato.
 
CHIEDE
che almeno siano interessate esclusivamente le classi prime all’attuazione dei nuovi ordinamenti, e che comunque sia differita all’anno scolastico 2011 – ’12 .
 
CHIEDE
alle Organizzazione Sindacali iniziative di lotta forti, alla ripresa delle lezioni nel mese di gennaio, anche in prossimità degli scrutini del primo quadrimestre; iniziative di protesta volte almeno a spostare l’attuazione dei nuovi ordinamenti e imporre una discussione nel Paese per una riforma condivisa, e non all’insegna dei tagli e della riduzione di spesa per la scuola.
 
 
Approvato all’unanimità
 
Venezia, lì 21 dicembre 2009


RESOCONTO SEMINARIO NAZIONALE SUL LICEO ARTISTICO TENUTOSI A FIRENZE IL 23 E 24 NOVEMBRE 2009
Il giorno 23 novembre a Firenze si è tenuto il Seminario organizzato dal MIUR e dall’Agenzia Scuola sulla Riforma Gelmini dei Licei Artistici. In rappresentanza dell’ISA di Corato erano presenti le prof.sse Cannone (collaboratrice del Dirigente Scolastico) e Quatela, docente di Progettazione .
Occorre precisare che le due docenti erano presenti con l’approvazione del Dirigente Scolastico e del collegio dei docenti, consapevoli di essere rappresentati da chi,  seguendo attivamente da un anno il percorso della riforma in perenne contatto con il CIAN, aveva forse una visione più approfondita e aggiornata dei nodi problematici insiti nella bozza di riforma. 
Nella riunione plenaria la presentazione della riforma da parte di M. Bruschi, le relazioni di Barbato, Meconi e Ragazzini hanno messo in chiaro che: 

la riforma si attuerà senza che ci sia possibilità di cambiamenti rispetto all’ articolazione prevista, per cui rispetto alla proposta di inserire nelle “Arti Figurative” la sezione “Opzione tutela e valorizzazione del patrimonio artistico” (premesso che le tematiche relative alla tutela e conservazione del patrimonio artistico sono trasversali ai piani di studio) si dovranno formare le competenze relative a questo settore mediante curvature ed approfondimenti delle discipline afferenti;
allo stesso modo si prospetta il recupero delle attività più professionalizzanti  attraverso l’utilizzo della quota di flessibilità del monte orario (riguardo a questo si è fatto notare che le ore di 60 minuti recupererebbero il tempo orario alle discipline di indirizzo che hanno avuto la più forte riduzione).
La confluenza nei Licei realizza le seguenti condizioni:
di avere il nucleo formativo di base identico fra tutti i Licei, da cui l’impossibilità di rivedere il monte orario delle discipline di base; 
di riconoscere i laboratori come elemento caratterizzante il liceo artistico (questa la ragione del piano di studi con 34-35 ore a differenza delle 32 degli altri Licei).
Si è chiesto di non pensare a quello che eravamo, ma di compiere un salto verso una nuova figura di “creativo”, lontana da quella dell’artista o artigiano con i suoi strumenti e  attrezzi tradizionali, con un bagaglio culturale più solido, conoscenza dell’inglese e competenza nelle nuove tecnologie.
Si è auspicata la formazione di una rete fra le scuole (mancata fino ad ora) per poter far circolare le esperienze didattiche più significative 
Hanno fatto seguito gli interventi dei dirigenti scolastici che si sono dichiarati sostanzialmente d’accordo o entusiasti della bozza di riforma, che a loro parere porterà ad innalzare il livello qualitativo della formazione artistica e a garantire alle scuole di istruzione artistica una utenza migliore di quella che fino ad ora ha determinato il suo  scadimento .
L’ intervento della prof.ssa Quatela ha inteso mettere in evidenza:
la parzialità degli inviti al seminario, dove erano presenti tutti i dirigenti che già un anno fa si erano dichiarati soddisfatti della prima bozza di riforma; 
che la dichiarata apertura a suggerimenti e proposte avviene solo ora ignorando il lungo e complesso lavoro di quanti, docenti, dirigenti e personale della scuola, hanno nei collegi, convegni contribuito alla riflessione sull’istruzione artistica confluita nel documento unitario del CIAN; 
l’esistenza di un coordinamento e di un sito dove lo scambio di esperienze avrebbe potuto aver luogo già da tempo.
I relatori hanno dichiarato di essere perfettamente a conoscenza dell’attività del CIAN e dei documenti prodotti, ma hanno altresì dichiarato che le soluzioni prospettate dal coordinamento non sono praticabili e che sarebbero un passo indietro, liquidando così ogni ulteriore riflessione sulla riforma.
Il giorno seguente (24 novembre) nel gruppo di lavoro “La convergenza da vecchie esperienze e sperimentazioni  e l’articolazione del nuovo indirizzo Architettura design ambiente sezione design”, che ha operato assieme al gruppo di lavoro per l’indirizzo Arti Figurative, erano presenti i presidi Maria Grazia Dardanelli, Maria Grazia Diana, Dario Bina, Rolando Giovannini, coordinatori, e l’Ispettore Italo Barbato. Ai lavori di  questo gruppo ha partecipato la prof.ssa Quatela.
In questa sede il dibattito è stato più aperto e costruttivo, pur partendo dalla considerazione preliminare dei coordinatori che lo spazio di azione è minimo. Le proposte, non tutte condivise hanno riguardato:
l’attribuzione delle 3 ore di laboratorio artistico del biennio a tutte le classi di concorso di laboratorio della progettazione delle sezioni presenti nella scuola, oltre che alle classi relative a discipline pittoriche, geometriche e plastiche; l’ articolazione oraria di questo insegnamento prevede una turnazione e comunque l’ attribuzione di ore nelle 18 curricolari, con possibilità di modularle diversamente nel corso dell’ anno;
la possibilità di istituire classi bi-sezionali data l’esigenza di suddividere un  adeguato numero di studenti nei laboratori, oltre che per garantire l’iscrizione a corsi diversi in prime con un numero insufficiente di alunni per corso;
la possibilità di inserire una sezione in due diversi indirizzi del Liceo artistico per salvaguardare eccellenze didattiche non confluibili in un unico percorso;
la proposta di inserire Fisica nell’indirizzo “Arti Figurative” per rendere quest’ultimo omogeneo agli altri, considerata la necessità di avere il nucleo delle discipline di base comune a tutti gli indirizzi del Liceo Artistico sottraendo quote orarie a Discipline Plastiche e Pittoriche;
lo slittamento di Scienze dal triennio ai primi due anni lasciando la Chimica al quinto anno al fine, per la stessa ragione, di uniformare la formazione di base del primo biennio agli altri Licei;

la proposta inoltre di inserire Disegno Geometrico nel triennio dell’indirizzo “Arti Figurative”, sottraendo quote orarie a Discipline Plastiche e Pittoriche
a cura della prof.ssa Rosanna Quatela

Resoconto dei lavori del Gruppo 2: Gestione della quota di autonomia e riflessione sul quadro orari.
Ha coordinato il Dirigente Scol. Roberta Galassi.
Alla riunione era presente la prof.ssa Sabina Cannone, in rappresentanza dell’ISA di Corato.
L’analisi effettuata del profilo educativo, culturale, professionale dello studente in uscita dal nuovo ordinamento Liceale ha consentito di rilevare alcune contraddizioni interne che si concentrano nei seguenti punti di criticità:
mancato equilibrio tra discipline di base e discipline professionalizzanti ( addirittura le ore delle discipline artistiche subiscono un decremento del 40% , ciò che non si verifica negli altri Licei per le loro discipline caratterizzanti;
tra le discipline di base del biennio non vi è potenziamento delle conoscenze dell’area matematico-scientifica, in contraddizione con quanto affermato nel profilo in cui si dava risalto alla maggiore formazione scientifica dello studente in uscita (mancano Chimica, Tecnologia e Scienze) .
la riduzione nel  Biennio delle ore di laboratorio ridotte a 3 va a scompensare il binomio conoscenze-operatività ( ore che secondo molti dei Dirigenti presenti possono essere ripartite su altre discipline)
la scomparsa della Fisica nell’Indirizzo Figurativo è  una decisione inconcepibile ed incomprensibile alla luce del fatto che tale disciplina è presente negli altri indirizzi del Liceo Artistico.
 E’ emerso un rilevante problema: non sembra facile coniugare  il vecchio ordinamento ed il Nuovo Ordinamento con una contemporanea  durata delle lezioni: 50 e 60 minuti. 
Altra questione : Tenendo conto che secondo la Riforma il monte ore settimanale deve essere invariato a 34/35 ore, non potendo assolutamente variare nel biennio la quota-orario dell’area  linguistica (italiano e storia) a 9 ore, tipico di tutti i Licei, si arriva alla conclusione di lasciare invariato lo stesso piano di studi consentendo a ciascuna istituzione scolastica di diversificare e personalizzare i piani di studio con strumenti di flessibilità (il 20% del biennio ), utilizzando le discipline contenute nell’Allegato H. A questo proposito è stata avanzata l’ipotesi di inserire tra le discipline opzionali quelle derivanti dalla riconversione  delle Classi di Concorso.
A cura della prof.ssa Sabina Cannone
Le relazioni dei rispettivi gruppi di lavoro comunque saranno presto resi noti sul sito nuovi licei.indire.


SITO-FORUM DELLA CABINA DI REGIA
Strumento o “contentino”?

2 dicembre 2009

Il forum della cabina di regia, suddiviso in tipologie di licei, rischia di diventare (se non lo è già) un contenitore sterile. Perché?

Dal 20 novembre si susseguono botte e risposte (molte botte, poche risposte) su un argomento tanto delicato quanto trascurato. La tarda attivazione di un confronto finalizzato alla “costruzione dei licei” che dovrebbe essere effettuata da tutto il mondo della scuola, sommata alla confusionaria successione di interventi intelligenti ma “isolati”, talvolta fuori tema, ai quali vengono date risposte a dir poco telegrafiche e comunque carenti, sono la prova che, apparentemente, non esista alcun sintomo di dialogo costruttivo, che comprenda e soddisfi le ragioni della specificità del nuovo Liceo artistico.

La complessità del nostro settore ha costretto ad ammettere molte cariche istituzionali coinvolte nel riassetto, di non comprendere appieno l’istruzione artistica, il suo sistema, la sua peculiarità e soprattutto la sua struttura e le classi di concorso che vi operano da decenni.

Considerato che i legislatori, nonostante tutto, non affronterebbero il riassetto di un settore scolastico senza le dovute cautele, ci si chiede quali siano stati i consiglieri, gli “ispiratori” che da anni vi lavorano silenziosamente.

Chi ha deciso veramente, quindi, il destino di un pezzo di cultura italiana? Chi ha facilitato il suo impoverimento? I responsabili del ministero sono davvero a corrente dell’effettivo effetto che avrà questo regolamento sull’istruzione artistica di tutto il territorio italiano?

Perché si tace sulla profonda crisi che subiranno docenti d’indirizzo, alunni e di conseguenza famiglie? 
Chi ci assicura che, con una area artistica, cioè d’INDIRIZZO così povera e con laboratori ridicoli, l’utenza non preferisca, a questo punto, inseguire un’altra strada? 
Dove sono i finanziamenti che permetteranno l’attivazione dei laboratori del terzo indirizzo, della sezione design del secondo, attualmente assenti o carenti, specialmente negli attuali Licei artistici? Prendere a campione un attuale Liceo artistico o due per affermare che esistono già è non solo fuorviante ma anche scorretto. 
Dove sono gli eventuali corsi di abilitazione o riconversione che permetteranno di contenere le situazioni di soprannumerarietà? L’aggiornamento delle tabelle dei titoli di accesso alle abilitazioni ormai obsolete e discriminatorie?
A che punto è il lavoro sull’accorpamento delle classi di concorso che secondo l’aggiornamento del 30 settembre scorso sembra ancora in alto mare?
Dove è l’equilibrio in tutte gli indirizzi nell’area artistica che permetta un’applicazione fedele degli obiettivi previsti dal profilo educativo? Perché è presente questa assurda discrasia tra il 2° indirizzo strutturato in sezioni e settori e gli altri due assolutamente granitici, in particolare il primo? Le risorse e i mezzi aleatori promessi non basteranno per compensare tale squilibrio.

E soprattutto dove sono i programmi? Dove è scritto cosa dovranno APPRENDERE i futuri studenti di questo martoriato Liceo artistico? Perché si è deciso di ridurre questo piuttosto che quello? In altre parole, perché esiste il Liceo ARTISTICO? 

La risposta ALL’ULTIMA DOMANDA, noi  la conosciamo; alcuni invece, a quanto pare, la ignorano o fanno finta di ignorarla...

Ad aggravare la situazione vi è l’imminente necessità di orientare, ma non prima di aver lavorato sull’offerta formativa che si decide promuovere senza peraltro sapere su che cosa costruirla e con quali fondi.

Di lì a poco saremo protagonisti di una guerra fra poveri o, più probabilmente, della solita guerra fra pochi ricchi e molti poveri. Sarà forse in nome della proverbiale “solidarietà” italica?

Il forum è comunque esistente, potrà essere preso come prova di un dia(mono)logo comunque effettuato. Cosa fare quindi? O lo si arricchisce di argomentazioni fondate, di denunce e soprattutto di proposte serie che difendano tutta l’istruzione artistica e non il proprio “orticello” - intendendo per “arricchire” inserire centinaia di commenti e non, come adesso, una trentina in dieci giorni -  oppure se ne sottolinea la vacuità, con frasi lapidarie ed incisive e, perché no? con il semplice indirizzo del sito www.istruzioneartistica.it

SVEGLIAMOCI!

il link della home: http://nuovilicei.indire.it/
il link per i commenti sul liceo artistico: vai alla pagina




SEMINARIO NAZIONALE SULLA RIFORMA DEL NUOVO LICEO ARTISTICO

Il Ministro Gelmini, in vista del riordino del secondo ciclo “Indirizzi liceali”, ha varato un piano di comunicazione locale e nazionale per il quale sono stati programmati seminari su tutto il territorio per far luce sulle novità introdotte dai nuovi regolamenti ancora in fase di approvazione alla camera.
Il 23 e 24 novembre p.v. presso l’Istituto Statale d’Arte si svolgerà il seminario nazionale dedicato al Nuovo Liceo Artistico.
La sede dell’Istituto è Piazzale di Porta Romana n°9, Firenze; è raggiungibile in autobus con le linee ATAF 36, 37, 38, 12, 13; è raggiungibile in macchina da via Madonna della Pace ma non si garantisce il parcheggio all'interno dell'Istituto.
IMPORTANTE:
Questo seminario, apparentemente indirizzato ai soli dirigenti scolastici, non coinvolge tutti gli istituti artistici. La selezione è stata al quanto rigorosa e di conseguenza, visto il numero esiguo di istituti artistici esistenti, inopportuna.
E’ consigliabile che i dirigenti scolastici non invitati chiedano le motivazioni ai rispettivi USR della loro esclusione.
L’invito è stato effettuato attraverso mail con l’elenco degli istituti della regione di appartenenza.

Ci risultano invitati inoltre licei artistici privati e piccoli istituti accorpati, a fronte di istituti storici “inspiegabilmente” ignorati.
Link al sito della Cabina di regia per effettuare commenti sul NUOVO LICEO ARTISTICO: VAI ALLA PAGINA


LA GILDA: IL RINVIO DELLA RIFORMA
RIFORMA SUPERIORI: GILDA INSISTE SUL RINVIO.
 
Tempi troppo stretti per l’attuazione della riforma della scuola secondaria superiore e necessità di creare un sistema di valutazione diverso per personale docente e Ata. Ecco le questioni principali poste dalla Gilda degli Insegnanti durante l’incontro che si è svolto ieri pomeriggio al ministero dell’Istruzione. 

“Al ministro Gelmini – spiega il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio – abbiamo ribadito la forte preoccupazione per la tempistica della riforma della scuola superiore e la conseguente impossibilità di informare le famiglie e aggiornare gli insegnanti. Inoltre abbiamo chiesto spiegazioni sulla sorte dei docenti che diventeranno soprannumerari”.

In merito, poi, al problema sollevato dal ministro Gelmini riguardante il merito, la Gilda ha sottolineato che non possono essere utilizzati gli stessi criteri per i docenti e il personale Ata: “Valutare l’efficacia dell’insegnamento – afferma Di Meglio – è una questione seria e delicata e, perciò, abbiamo invitato il ministro a costituire una commissione scientifica di alto profilo anche con l’obiettivo di verificare l’efficacia dei sistemi di valutazione adottati negli altri Paesi sviluppati”.

Sul fronte dei precari, infine, la Gilda ha ribadito la netta contrarietà a qualsiasi tipo di inserimento a pettine dei precari e chiesto un piano pluriennale di assunzione su tutti i posti vacanti.

“Di fronte a queste richieste - riferisce il coordinatore nazionale - il ministro Gelmini si è impegnato ad attuare gradualmente la riforma delle superiori che, se il ministero dell’Economia lo consentirà, non dovrebbe coinvolgere le classi successive alla prima. Per quanto riguarda il precariato, invece, il ministro si è dichiarato favorevole a un piano di stabilizzazioni che quanto meno sostituisca il turn over”.

Sulla questione della meritocrazia, Gelmini ha invitato i sindacati a trovare una soluzione in tempi rapidi “per evitare – sottolinea Di Meglio – iniziative unilaterali di parte politica e far sì che il nodo venga affrontato in sede contrattuale, come prevede la legge, e non attraverso un decreto. Ed è da scartare fermamente – conclude Di Meglio – l’ipotesi di inserire percentuali, come prevede il provvedimento del ministro Brunetta, perché il merito va riconosciuto a tutti i docenti che quotidianamente dimostrano di svolgere bene il loro lavoro”.


Roma, 12 novembre 2009
 
UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI


DESIGN E ARTI, LA GELMINI E IL RITORNO AL PASSATO
29 / 10 / 2009

Alla Facoltà di Design e Arti ci ho studiato due anni e ci ho lavorato altri due anni e mezzo. Insomma la conosco dall’interno, pregi e difetti. Il pregio maggiore è senz’altro quello di aver innovato, in un panorama di quasi totale solitudine, l’offerta formativa italiana in merito alle arti visive, al design e al teatro; poi quello di aver scelto Venezia come contesto di questa innovazione, di avere, in sostanza, contribuito a quel processo che vorrebbe fare della città lagunare uno dei nodi centrali dell’arte e della cultura contemporanee.
Da studente, ricordo, al mio arrivo, la sorpresa di un’università senza tanti professori. Al loro posto artisti, curatori e architetti (professionisti insomma) trasformavano lo studio in un’esperienza nuova, (quasi) sempre al riparo dai vizi, dalle depressioni e dai gerghi accademici. Ora questa facoltà è in pericolo, rischia seriamente di chiudere o di venire accorpata ad altre esperienze, perdendo, di fatto, la propria specificità. Il motivo sta proprio nel suo livello di sperimentazione, ovvero, manca un numero sufficiente di docenti incardinati (cioè con contratto a tempo indeterminato). 
La storia di Design e Arti è emblematica di ciò che l’Onda sta contestando, da oltre un anno, all’operato della Gelmini. Non solo il ministro propugna una falsa retorica del merito per nascondere i tagli, ma l’"innovazione" della sua riforma sta, in realtà, tutta all’interno di un movimento di ritorno al passato: ad un’università con pochi percorsi formativi, magari divisa in istituti di serie A e serie B, con un tasso di sperimentazione pari a zero e del tutto preda delle peggiori logiche baronali. Non è un caso che i rettori e i loro circoli siano, da tempo, scesi dalle barricate per cercare di spartirsi le briciole rimaste. 
L’Onda ha, forse,  avuto una difficoltà: quella di comunicare quanto il suo percorso di mobilitazione non sia in difesa dell’esistente, ma volto, piuttosto, ad una trasformazione radicale dell’università. Per questo sarebbe illusorio pensare che la Gelmini possa sbarazzarsi (al posto nostro) del “vecchio”, facendo pulizia delle corruzioni e dei clientelismi.
Questo nichilismo, per altro illusorio, non appartiene all’Onda. Il governo in carica sta operando, in realtà, per riportare indietro di decine di anni la nostra università. Per questo, la difficoltà di Design e Arti è emblematica di come oggi si vada a colpire l’innovazione, piuttosto che a favorirla. D’altro canto, c’è un dato interessante. Tra le migliaia di studenti veneziani che hanno fatto propria questa lettura, mobilitandosi per tutto l’anno scorso e continuando a farlo, gli iscritti alla Facoltà di Design e Arti hanno davvero rappresentato una percentuale minima (oggi, paradossalmente, si trovano, per primi, sotto la scure della Gelmini).
Questa assenza, senz’altro un limite, deriva forse proprio dal tasso di innovazione di quella facoltà. Forse gli studenti, lì, si sentono “altrove”, al riparo dalle preoccupazioni dei loro colleghi. Forse il fatto di dare del tu a importanti artisti e autori internazionali produce l’illusione di essere già oltre un “semplice” percorso di studi. Eppure, come dimostra questa storia, sono quasi sempre gli “altrove” ad essere, per primi, al centro delle attenzioni di chi ci governa.
Credo che ciò che sta accadendo a Design e Arti meriti di essere visto non solo come una difficoltà, ma come l’occasione per un nuovo percorso di innovazione. Ci sono già segnali incoraggianti (lettere, assemblee, discussioni) di come gli studenti si stiano scrollando di dosso un certo torpore. Credo debbano realizzare che sono essenzialmente loro, in questo momento, ad avere in mano i destini della propria facoltà. Dalle loro decisioni e dalla loro immaginazione dipenderà molto.
Sono abituati ad avere “professori” che utilizzano l’arte, il teatro e la comunicazione come strumenti fortemente critici, di intervento urbano e sociale, sono abituati a riflettere su Foucault, a studiare con Agamben, a fare inchiesta sui fenomeni migratori. Oggi possono immaginarsi un altro percorso in facoltà, per salvare e trasformare, allo stesso tempo, la loro università e il modo di viverla. Sfida complessa e non scontata, soprattutto perché, davvero, qui non ci sono professori. 


INTERVENTO DI MAX BRUSCHI
CONSIGLIERE DELLA GELMINI E PRESIDENTE DELLA “CABINA DI REGIA” PER LA RIFORMA DEI LICEI.
Video interessanti nei quali si scopre, tra le altre cose, che le materie artistiche non sono “di studio”.
Guarda i video

Il video (in 3 parti) dell'intervento del consulente del ministro Gelmini a Terni durante il seminario organizzato dall'AGESC dal titolo "Nuovi percorsi per l'istruzione superiore e la formazione professionale". Nell'intervento: quadri orario, finalità, valutazione, formazione docenti ...
A breve un sito della cabina di regia, perchè il regolamento sia oggetto di dibattito. Lo ha affermato Max Bruschi, consigliere del ministro e presidente della cabina di regia per la riforma dei licei durante il convegno AGESC. Molta carne sul fuoco nell'intervento: dai quadri orario, alla formazione dei docenti.

La riforma prospetta un "ritorno" alla differenziazione dei vari percorsi, sottolineandone le specificità, senza dimenticare le competenze comuni a tutto il percorso.
Nell'intervento, a proposito delle specificità dei singoli licei, Bruschi ha evidenziato la volontà di creare un "percorso ad ostacoli", cioè un insieme di conoscenze propedeutiche senza le quali gli studenti "non vanno da nessuna parte". Ciò si traduce nel recupero dei "vecchi programmi ministeriali". L'esempio preso dal Consigliere è quello della grammatica, che è propedeutica per lo studio del latino.
Altro punto cardine sarà l'istituzione di quadri orari più leggeri. Riportiamo le affermazioni di Bruschi ".. i licei classico, scientifico, delle scienze umane, hanno 27 ore al biennio e 30 / 31 al triennio successivo, dove questo limite orario è superato solo nel liceo artistico e nel liceo musicale e coreutico con una motivazione specifica: in questi due indirizzi i ragazzi fanno anche ore di pratica, artistica, musicale e di danza. Diciamo stop alle 38 ore dove tu ogni giorno per 7/8 ore stai ad ascoltare spiegazioni, arrivi a casa talmente stanco da non riuscire a fare un approfondimento, a studiare, a rafforzare ciò che mi è stato spiegato in classe."
Contemporaneamente si punterà su una quota forte di autonomia, con la possibilità di "ritoccare l’orario del 20% nei primi 2 anni, del 30% il terzo e quarto anno e ancora del 20% il quinto anno, consentendo di "potenziare singole materie."
Particolare importanza sarà assegnata alla formazione non solo iniziale, ma anche permanente dei docenti. Docenti non lo si "è" una volta per tutte, è l'affermazione che introduce la volontà di percorsi di formazione continua.
Formazione che diventa strategica in particolare per l'insegnamento della lingua straniera, per la quale saranno istituiti dei percorsi formativi adeguati agli standard dei livelli linguistici fissati in uscita dal percorso scolastico.
Tutte queste proposte potranno essere oggetto di dibattito su un sito web apposito dove saranno pubblicate le bozze ministeriali, i verbali, i regolamenti certificati, nonché uno spazio dove accogliere i commenti degli utenti.


LO STATO DISTRUGGE UN PERCORSO, UN PATRIMONIO, PER RISPARMIARE SUL 4,2% DEI DOCENTI A TEMPO INDETERMINATO DELLA SCUOLA SUPERIORE, O MEGLIO SULL‘1,7%...
I docenti in servizio nella scuola secondaria di II grado nel 2008/2009 sono 225949; i docenti in servizio presso gli istituti artistici (LAS e ISA) sono 9537, cioè il 4,2% della scuola secondaria di II grado e l‘1,3% di tutto il sistema scolastico nazionale (704891 docenti).
Se consideriamo che i docenti d’indirizzo degli istituti artistici rappresentano il 40% circa dei 9537 docenti in servizio negli ISA e nei LAS (grazie ai vecchi ordinamenti dove le ore di discipline artistiche sono maggiori), e cioè 3815 docenti, ci rendiamo conto che le discipline artistiche rappresentano, a livello di personale qualificato, l‘1,7% di tutta l’istruzione di II grado.
Se da una parte ci stupiamo per queste percentuali dedicate all’arte in rapporto alla nazione della quale siamo cittadini (dicasi Italia!!!), dall’altra ci chiediamo: qual’è l’effettivo risparmio che lo stato otterrà da questo settore?
Una miseria!
Una miseria che nel frattempo avrà messo in ginocchio un intero patrimonio, unico in Europa e forse nel mondo. Il patrimonio dell’istruzione artistica, quella che lo stato chiama “vocazionale”... che si vanta all’estero dei “prodotti” dalla quale provengono ma che considera come ultima ruota di un carro che fondamentalmente denigra e umilia (la scuola). Settore umiliato a tal punto - quello artistico - che spunta (quando capita) sempre nelle ultime righe di elenchi istituzionali (salvo ordine prettamente alfabetico A come artistico) o di articoli di giornale (in questo nessun giornale si salva).
Da uno Stato che vende gli archivi del Vasari ai russi per soli 150.000.000 di euro, che spinge l’ICR a chiudere la sua scuola rinomata in tutto il mondo, che paga una miseria gli specialisti del settore (oro agli occhi degli stranieri) non ci aspettiamo tanto, ma pretendiamo chiarezza, una spiegazione convincente e soprattutto ascolto. Lo Stato ce lo deve.

FONTI: MINISTERO ISTRUZIONE La scuola statale: sintesi dei dati - Anno scolastico 2008/2009





NUOVO SCHEMA DI REGOLAMENTO ACCORPAMENTO CLASSI CONCORSO
Versione 30 settembre 2009
Permangono le discrasie, i paradossi e i misteri
Schema Classi concorso (v6 2) 30 settembre 2009.doc
Allegato A - elenco.doc (tabella nuova/vecchia classe/insegnamenti)



DOSSIER: “L’ARTE NEL MATTATOIO”.


E’ in corso la realizzazione di una “mappatura” delle Scuole ad indirizzo Artistico (LAS ed ISA). Invitiamo le scuole a rispondere alle domande seguenti inviando l’intero modulo a contatti@istruzioneartistica.it

 COMMENTA
 
Quante sono le classi in meno nel vostro Istituto rispetto all’a.s. 2008/09?

Qual’è la media di alunni per classe, specialmente nei laboratori?
 
Quanti sono i Docenti in meno?
 
Quanto personale Amministrativo in meno?

Quanti Collaboratori scolastici in meno?

Ci sono casi di cattedre superiori alle 18 ore imposte con l’organico di diritto?

Nei progetti Brocca, Michelangelo, Leonardo ci sono stati problemi per le ore del laboratorio del biennio iniziale. E’ successo nel vostro istituto?

In che condizioni architettoniche si trova il vostro Istituto?
Ottime. Buone. Sufficienti. Insufficienti. Gravemente insufficienti.
Come si sviluppa l’edificio che accoglie il vostro istituto?
Inviate testimonianza fotografica indicando l’istituto nel titolo della foto. Clicca qui

Qual’è lo stato e il livello di fornitura dell’arredo specifico (cavalletti, trespoli, torni, tavoli d’architettura...)? 

 Mediamente, di quanti metri quadri dispone ogni alunno nei laboratori e nelle aule artistiche?

 Quali sono i rapporti con il Dirigente Scolastico?

 Nel vostro istituto ci sono corsi serali? Se si, quante classi sono state perse o bloccate?

 Ulteriori informazioni...
 
Inviate al CIAN Nazionale le vostre Risposte indicando il nome dell’istituto e la città.

 COMMENTA




Il MINISTRO ANNUNCIA: LA RIFORMA NON SARA’ RINVIATA E SI APPLICHERA’ SOLO ALLE PRIME NEL 2010 MA...:
Salta nuovamente l’incontro Governo-Regioni. Nuovo rinvio della Conferenza Unificata

La storia quasi infinita della Conferenza Unificata, che non può riunirsi a causa dei critici rapporti istituzionali e politici fra Governo e Regioni, porta all'ennesimo rinvio della trattazione di problemi della scuola.
Ieri avrebbe dovuto tenersi finalmente a Palazzo Chigi l'incontro tra Governo e Regioni, ma l'incontro è stato rinviato a data da destinarsi.
Il Ministro Fitto parla di ragioni tecniche e cerca di smorzare polemiche politiche, ma il fatto resta.
Senza il chiarimento dei rapporti, la Conferenza non lavora.
Il 24 settembre, quindi, l'annunciata seduta della Conferenza, con tutta probabilità, salterà e non potranno essere trattati i problemi che riguardano la scuola.
Slittano, pertanto, i pareri sui regolamenti della riforma della scuola superiore e  slitta anche l'accordo sulle sezioni primavera.


IL MINISTRO VUOLE DIALOGARE ED INFORMARE A DUE MESI DALLE OPERAZIONI DI ORIENTAMENTO!!!
Arricchire i regolamenti? Il CIAN ha già iniziato a farlo... e potrebbe andare oltre.

...(10 settembre 2009) La conferenza di Palazzo Chigi è servita poi per annunciare (oltre che il rinnovamento del sito internet del Miur e l’attivazione di un canale web tv) l’attivazione di un nuovo piano di comunicazione, una sorta di “filo diretto” da attivare con studenti, docenti, famiglie, dirigenti, personale della scuola su tutte le novità che investiranno la nuova scuola superiore. Gelmini ha detto di voler avviare, sino a dicembre, un vero e proprio “confronto, che favorisca un dialogo apolitico ma basato sui contenuti e faccia tesoro delle buone pratiche presenti sul territorio: sono previsti diversi incontri e convegni, in modo che della riforma vengano resi partecipi tutti". L’obiettivo è "condividere e possibilmente anche arricchire i contenuti dei regolamenti sui licei, sugli istituti tecnici e professionali prima che questi provvedimenti ritornino in Consiglio dei ministri in seconda lettura". Una volta approvata la riforma, a gennaio l’attenzione si concentrerà sulle famiglie: così potranno"scegliere in modo consapevole e conoscere i contenuti dei nuovi indirizzi". Il ministro ha comunque voluto sottolineare che "i regolamenti rimangono subordinati alla conferenza Stato-Regioni: un'approvazione - ha concluso - che spero arrivi al più presto". Anche perché in caso contrario tutto il resto servirebbe a ben poco.
da La tecnica della Scuola



PARERE PROVVISORIO DEL CNPI 
(Luglio 2009)
Leggi il documento




PRECARI, RABBIA E CLAMOROSE PROTESTE


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dal 1 FEBBRAIO 2009

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Prime firme:


Salvatore Settis - Archeologo - Direttore Scuola Normale S. Pisa
Dario Fo (nella foto) - Regista, drammaturgo, attore e scenografo Premio Nobel
Franca Rame - Attrice, drammaturga, già Senatrice della Repubblica
Jacopo Fo -  Scrittore, attore, fumettista e regista
Gianni Vattimo - Filosofo, docente, politico.
Alexandre Gurita  Directeur de la Biennale de Paris
Maria Monica Donato - Docente Scuola Norm. Superiore Pisa 
Toni Jop - Critico Cinematrografico, Giornalista - Roma
Matteo Ceriana - Vice Dir. Pinacoteca di Brera - Milano
Jean-Paul Manganaro - Scrittore, Docente (Uni. Lille III) - Paris
Stefania Quattrone - Storico dell’Arte - RAI
Bruno Ballardini - Doc. Giornalismo- Sapienza - Roma
Michel Barthélémy - Paris - Scenografo
Giovanna Melandri - Deputato
Emilia De Biasi - Deputato - VII Comm. Cult. Cam. Segr. Pres. Camera
Alessandra Siragusa - Deputato-VII Comm. Cult. Cam.Palermo 
Manuela Ghizzoni - Deputato - VII Comm. Cult. Cam. - Modena
Giovanni Lolli - Deputato - VII Comm. Cultura Camera - Roma
Pierfelice Zazzera - Deputato - VII Comm. Cultura Camera
Marco Causi - Deputato  - Palermo - Roma
Andrea Marcucci - Senatore - Segr. VII Commissione Senato
Manuela Granaiola - Senatrice
Raffaella Mariani - Deputato
Enzo Bianco - Senatore - Catania - Roma
Tonino Russo - Deputato 
Marco Stradiotto - Senatore - Venezia
Donata Gottardi - Europarlamentare, docente diritto del lavoro - Verona
Daniela Lastri - Assessore Pubblica Istruzione Comune Firenze
Salvatore Maglione - Docente - Componente del C.N.P.I.
Diego Novelli (già sindaco di Torino e parlamentare)
Mariacristina Spinosa - Cons. Reg. Piemonte
Margherita Oggero - Scrittrice
Clara Rech - Presidente ANISA - Roma
Massimo Fini - Giornalista, scrittore
Francesco Tattara - Musicista e Compositore - Roma
Alessandra Comazzi - Giornalista, critico televisivo
Dalla Palma Diego - Esperto di immagine e scrittore - Milano
Fiorentini Monica - Attrice - Roma
Giorgia Bassano - Attrice - Roma
Biscardini Roberto - Architetto - Doc. Urbanistica Politecnico Milano
Cristina Lavinio - Docente presso Università di Cagliari
Comazzi Alessandra - Giornalista, critico televisivo e direttore resp. di archiworld.tv 
Cocchi Andrea - Psicoterapeuta - Bologna
Dal Boni Osvaldo - Violista - Vecchiano (PI)
De Noia Maria Pia - Manager culturale - Terlizzi (BA)
De Pace Felicita - Traduttrice - Bruxelles
De Padova Giovanbattista - Progettista di Automazione Industriale
Esposito Letizia - Ingegnere. Civile
Forte Alessandra - Grafica Pubblicitaria designer grafica
Kranewitter Sabine, docente, Austria
Noto Giuseppe - Docente Filologia Romanza, Università Torino
Geda Fabio - Scrittore - Torino
Salvatore Anselmo - Scultore - Pietrasanta
Garibaldi Patrizia - Archeo. - Dirett. Museo Archeo. - Genova
Anna Maria Pastorino - Archeologa - Dusseldorf
Cantaro Maria Teresa - Storica dell'Arte, Docente LAS - Roma
Fabio Galluccio Segr. Circolo Giustizia e Liberta' Roma Dir. d'azienda
Lorna Windsor - Soprano
Gabriele Prignano - Scrittore - Roma
Andrea Liberovici - Regista - Venezia
Teresa Calvano - Docente - ANISA - Roma
Lino Sturiale - Regista - Torino
Benedetti Valia - Imprenditrice - Venezia
Paolo Ciaffi Ricagno - Regista - Docente Conserv.rio Torino
Franco Reina - Pittore, Scultore Docente - Palermo 
Stefano Stradiotto - Scenografo Docente - Venezia
Chiara Alpestre- Dirigente Scolastico LAS Primo di Torino
Bertero Giuseppe - Dir. Scol. LAS Cottini - Torino
Felice Doria - Dir. Scol. ISA Cortina d’Ampezzo
Rocco Saporito - Dir. Scol. LAS Catalano Palermo
Gianfranco Spaccini - Dir. Scol. ISA - Genova
Ravetti Paola - Dirigente Scolastico ISA Passoni - Torino
Gaetano C. Laudani - Dir. Scol. I.T.C.G. Nervi - Segni
Tatone Anna Maria - Dirigente scolastico - Teramo
Serafina Rotondaro - Dirigente Scolastico ISA Potenza
Guidaldi Delfina Dirigente Scolastico I.S.A. Milazzo-Capo d'Orlando
Gianni Previtera - Dirigente Scolastico LAS E. Greco - Catania
Carlo Monastra - Dirigente Scolastico ISA Ragusa Kiyohara - Palermo
Vito Miceli -Dirigente Scol. IRA Mazara del Vallo
Paolo Serazzi  - Musicista
Assunta Cuozzo - Università Cà Foscari - Venezia
Boninsegna Alessandro - Manager BB.CC. - Ferrara
Salvatore Rizzuti - Scultore - Docente Accademia BBAA Palermo
Riemma Michelangelo - Pittore Docente - Napoli
Fiammetta Sciacca - St.Arte Docente Accademia BBAA Palermo
Valenza Emilia - Docente Accademia BBAA Reggio Calabria
De Lorenzo Aldo - Docente - Accademia BBAA Foggia
Perna Stefania - Docente Accademia BBAA Catania
Paradiso Pierfabrizio – Artista e Tutor all’ABBAA Brera – MI
Piscopo Fabio -  Docente Accademia naz. Belle Arti Hangzhou Cina
Alberto Balletti - Docente ABBAA - San Felice
Donato Chiaberge - Scrittore 
Vigenti Nico - Attore e regista teatrale - Bari
Luigi Visintin - Imprenditore - Torino
Le Pera Enzo - Gallerista - Cosenza
Vincenzo Conciatori - Art Director - Cagliari
Tanina Cuccia - Pittrice Docente - Palermo 
Alessandro Bazan - Pittore - Docente Accademia BBAA Palermo
Daniela Contin - Sindaco di Fiesso d'Artico (Ve)
Elisabetta Lipeti - Musicologa
Roberto Saini - Biologo - Comm. Straord. Parco naturale di Stupinigi 
Emanuela Filippi - Docente - Genova
Polacco Uberti Giulia - Docente Conservatorio - Torino
Mauro Uberti - Docente Conservatorio - Torino
Mariano Olivieri - Docente - Sorrento (NA)
Gianna Castrignano - Docente - Monopoli (BA)
Giuseppina Carucci - Docente - Bari
Fabrizio Mancassola - Docente - Pietrasanta (LU)
Pietro Nigro - Docente - Bologna
Maria Grazia Alemanno - Docente - Torino
Cristiano Romano - Docente - Iglesias
Fausto Amodei - Architetto
Maria Vona - Studentessa universitaria - Palermo
Stefano Micheletti - Docente - Venezia
Sabina Ragaini - Venezia
Giuseppe Grazioso - Docente - Cuneo
Mario Chiavetta - Docente - Palermo
Monica Bruera - Docente - Torino
Carmela Punturieri - Docente - Genova
Bianca Passarelli - Docente - Genova
Claudia Peirone - Docente - Torino
Pasquale Mannino - Pittore Docente - Palermo

Per vedere LA LISTA COMPLETA IN ORDINE ALFABETICO vai alla pagina ADESIONI


Forum.htmlHome_files/Parere%20definitivo%20VII%20Senato.pdfHome_files/NOTE_SULL_ISTRUZIONE_ARTISTICA.pdfHome_files/NOTE_SULL_ISTRUZIONE_ARTISTICA.pdfHome_files/NOTE_SULL_ISTRUZIONE_ARTISTICA_1.pdfmailto:contatti@istruzioneartistica.itHome_files/CIAN%20-%20Censimento%20Indirizzi%3Adocenti%20LAS%20e%20ISA.docmailto:contatti@istruzioneartistica.ithttp://www.istruzioneartistica.ithttp://nuovilicei.indire.ithttp://nuovilicei.indire.it/content/index.php?action=riforma&id_m=7789&id_cnt=7844http://nuovilicei.indire.it/content/index.php?action=riforma&id_m=7789&id_cnt=7844Home_files/Schema%20Classi%20concorso%20%28v6%202%29%2030%20settembre%202009.docHome_files/Allegato%20A%20-%20elenco.docmailto:contatti@istruzioneartistica.it?subject=DOSSIER:%20%E2%80%9CL%E2%80%99ARTE%20NEL%20MATTATOIO%E2%80%9D.Commento_larte_nel_mattatoio.htmlmailto:contatti@istruzioneartistica.it?subject=DOSSIER:%20%E2%80%9CL%E2%80%99ARTE%20NEL%20MATTATOIO%E2%80%9D.%20Fotografiemailto:contatti@istruzioneartistica.it?subject=DOSSIER:%20%E2%80%9CL%E2%80%99ARTE%20NEL%20MATTATOIO%E2%80%9D.mailto:contatti@istruzioneartistica.it?subject=DOSSIER:%20%E2%80%9CL%E2%80%99ARTE%20NEL%20MATTATOIO%E2%80%9D.Commento_larte_nel_mattatoio.htmlhttp://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.fcgi?ID=21008Sottoscrizioni.htmlmailto:contatti@istruzioneartistica.itSottoscrizioni.htmlSottoscrizioni.htmlSottoscrizioni.htmlshapeimage_2_link_0shapeimage_2_link_1shapeimage_2_link_2shapeimage_2_link_3shapeimage_2_link_4shapeimage_2_link_5shapeimage_2_link_6shapeimage_2_link_7shapeimage_2_link_8shapeimage_2_link_9shapeimage_2_link_10shapeimage_2_link_11shapeimage_2_link_12shapeimage_2_link_13shapeimage_2_link_14shapeimage_2_link_15shapeimage_2_link_16shapeimage_2_link_17shapeimage_2_link_18shapeimage_2_link_19shapeimage_2_link_20shapeimage_2_link_21shapeimage_2_link_22shapeimage_2_link_23shapeimage_2_link_24shapeimage_2_link_25shapeimage_2_link_26shapeimage_2_link_27shapeimage_2_link_28shapeimage_2_link_29shapeimage_2_link_30shapeimage_2_link_31shapeimage_2_link_32shapeimage_2_link_33shapeimage_2_link_34shapeimage_2_link_35shapeimage_2_link_36shapeimage_2_link_37
Documenti Istituti
Documenti_e_mozioni_degli_Istituti/Documenti_e_mozioni_degli_Istituti.htmlDocumenti_e_mozioni_degli_Istituti/Documenti_e_mozioni_degli_Istituti.htmlshapeimage_3_link_0
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IL SAPERE

E’ ANCHE TATTILE

ISTITUTI COORDINATI

85 ISTITUTI

17 REGIONI


ABRUZZO

LAS PESCARA BELLISARIO


BASILICATA

ISA POTENZA


CALABRIA

ISA CETRARO (CS)


CAMPANIA

ISA E LA AVELLINO

ISA TORRE ANNUNZIATA

ISA SORRENTO

LAS NAPOLI

ISA SALERNO F. MENNA

ISA SAN GENNARO VESUVIANO


EMILIA ROMAGNA

ISART- LAS - ISA BOLOGNA

ISA MODENA A. VENTURI


FRIULI VENEZIA GIULIA

ISA TRIESTE NORDIO

ISA UDINE SELLO

ISA GORIZIA FABIANI

ISA CORDENONS (PN) GALVANI


LAZIO

ISA TERZO ROMA

ISA MARINO


LIGURIA

ISA GENOVA CHIAVARI

LAS IMPERIA

LAS SAVONA

LAS GENOVA KLEE BARABINO

LAS LA SPEZIA CARDARELLI


LOMBARDIA

LAS MILANO CARAVAGGIO

LAS MILANO BOCCIONI

ISA - LAS MONZA

LAS MILANO BRERA


MOLISE

LAS TERMOLI B. JACOVITTI


PIEMONTE

ISA TORINO PASSONI

LAS TORINO COTTINI

LAS TORINO PRIMO

ISA SALUZZO (CN) A. BERTONI

LAS BUNIVA DI PINEROLO dell’IIS (TO)

LAS BIELLA (Class. e Ling.) G.e Q. SELLA

LAS VALENZA

ISA VALENZA B. CELLINI


PUGLIA

ISA CORATO (BA)

ISA BARI

ISA FOGGIA

ISA LECCE

ISA CERIGNOLA

LAS S. SEVERO

ISA (IISS) PARABITA (LECCE)

ISA GROTTAGLIE (TA)


SARDEGNA

LAS CAGLIARI

SEDI STACCATE:

QUARTU S. ELENA

IGLESIAS


SICILIA

LAS PALERMO CATALANO

LAS PALERMO D. ALMEYDA

LAS CATANIA E. GRECO

LAS MODICA T. CAMPAILLA (RG)

LAS TRAPANI MICHELANGELO

LAS ACIREALE (CT)

ISA PALERMO RAGUSA - KIYOHARA

ISA CEFALU’ (PA)

ISA MONREALE D'ALEO (PA)

ISA MESSINA E. BASILE

ISA MILAZZO - CAPO D’ORLANDO

IRA MAZARA DEL VALLO (TP)

ISA NOTO (SR)

IRA BAGHERIA (PA)

IRA ENNA

IRA SANTO STEFANO DI CAMASTRA (ME)


TOSCANA

LAS LUCCA

ISA CASCINA

ISA VOLTERRA

LAS CARRARA

ISA MASSA

ISA PISA RUSSOLI

ISA AREZZO

LAS FIRENZE L. B. ALBERTI

ISA PISTOIA P. PETROCCHI

ISA PIETRASANTA STAGI

SCUOLA M. ANN. ISA STAGI

LAS GROSSETO P. ALDI


TRENTINO ALTO ADIGE

ISA TRENTO


VENETO

LAS VENEZIA

ISA VENEZIA

LAS TREVISO

LAS PADOVA MODIGLIANI

ISA PADOVA SELVATICO

ISA CASTELMASSA (ROVIGO)

ISA NOVE (VI)

ISA CORTINA D'AMPEZZO (BL)

ISA VALDAGNO BOCCIONI (VI)

ISA VITT. VENETO MUNARI

ISA CITTADELLA FANOLI (PD)

ISA VERONA N.NANI


Interrogazione a risposta orale sull’Istruzione Artistica delle On.li Ghizzoni e Siragusa


Il paese dell’arte senza l’istruzione artistica.

Claudio Gabriele

Scarica pagina “Cobas n°42”


Salvare l’arte e l’istruzione artistica

Salvatore Vitale

Scarica pagina La Sicilia











CESP

Centro Studi per la Scuola Pubblica






 

REGOLAMENTI LICEI APPROVATI DAL CDM - RIMANGONO MISTERIOSE ED INQUIETANTI LE MODALITA’ DI APPLICAZIONE


Sei indirizzi nel nuovo liceo artistico


In attesa di conoscere i testi definitivi dei tre regolamenti di riforma delle superiori, approvate questa mattina dal Consiglio dei Ministri, le prime anticipazioni vengono fornite dal ministero dell'istruzione che sul proprio sito (www.istruzione.it) riporta un ampio comunicato in merito.

Rispetto ai testi approvati in prima lettura prima dell'estate scorsa, per i licei artistici (uno dei sei tipi di liceo previsti dalla riforma) vi è la novità che gli iniziali tre indirizzi sono stati sostituiti da sei indirizzi distinti, "anche per facilitare la confluenza degli attuali istituti d'arte e garantire la continuità ad alcuni percorsi di eccellenza".

I sei indirizzi sono i seguenti: arti figurative, architettura e ambiente, audiovisivo e multimedia, design, grafica, scenografia.

Nel comunicato ministeriale non c'è traccia, invece, del fatto che gli istituti d'arte attuali, anziché confluire nei licei artistici, passerebbero tra gli istituti professionali. Si può ritenere, quindi, in modo attendibile, che, come già previsto nel testo dello schema di regolamento approvato in prima lettura, gli istituti d'arte saranno effettivamente inseriti nei licei artistici.


LICEO ARTISTICO: CAMBIAMENTI IN VISTA.

Sono sempre più concrete le ipotesi che indicano un cambiamento del regolamento del liceo artistico. Più indirizzi? Variazione dell’articolazione delle discipline? Fino a quando non leggeremo tutto nero su bianco sulla G.U., niente potrà essere considerato definitivo (e forse neanche allora). I tempi di attesa sono ormai sempre più brevi. Noi siamo qui. Aspettiamo e valuteremo.


IN ATTESA DEI NUOVI QUADRI ORARIO e del regolamento...


I numerosi pareri, in particolare l’ultimo della VII commissione Camera, avranno avuto effetto positivo sul regolamento che andrà in seconda lettura in Consiglio dei ministri?

Certo è che, anche se venissero apportate modifiche positive, il CIAN si impegnerà per portare avanti il progetto della rivalutazione dell’Istruzione Artistica in Italia.


Assemblea nazionale all’orizzonte...




PARERE DEFINITIVO VII COMMISSIONE: CAMBIAMENTI NEL LICEO ARTISTICO?


Ecco il passaggio riguardante i licei artistici del parere definitivo della VII commissione Camera.


  1. 11)Con riferimento al liceo artistico, si ritiene necessario separare i sub-indirizzi attualmente raggruppati negli indirizzi: arti figurative; architettura e ambiente; design; audiovisivo e multimediale; grafica; scenografia, anche al fine di preservare i passaggi tra vecchio e nuovo ordinamento e alla luce della trasformazione degli istituti d’arte in licei artistici, e tenedo conto dell’esigenza ordinamentale di riconoscere per gli istituti d’arte la possibilità di confluenza negli istituti professionali per l’industria e l’artigianato;


Scarica il parere in PDF




BOZZE UFFICIOSE IN CIRCOLAZIONE: QUALCOSA STA CAMBIANDO?




INIZIATIVE DI RESPIRO NAZIONALE DELL’ISTRUZIONE ARTISTICA IN PREPARAZIONE: SIATE PRONTI.

NOI NON CI FERMIAMO QUI.




CAMERA: SI’ A RIFORMA DELLE SUPERIORI. NO DI TUTA L’OPPOSIZIONE, COMPRESA L’UDC.


La commissione Cultura della Camera ha approvato i pareri sui tre regolamenti di riforma del secondo ciclo dell'istruzione.

Mentre la maggioranza ha votato compatta il parere proposto dalla Presidente della Commissione, Valentina Aprea, l'opposizione, invece, ha detto "no".

Per la Aprea, che sperava almeno nell'astensione, è stata una delusione, che non ha nascosto, dichiarando che  è "una occasione mancata per la scuola e una sconfitta per la politica".

All'opposizione rimprovera il fatto che è stato detto no al regolamento dei tecnici e dei professionali che "contengono anche pezzi non secondari della riforma Fioroni".

Il rammarico della Presidente di Commissione è acuito dal fatto che anche l'UDC ha votato contro la riforma, per la quale, come ha ricordato Aprea, a suo tempo, relativamente ai licei morattiani, il partito di Casini aveva dato il suo appoggio.

I pareri, comunque, contengono richieste di modifica ai regolamenti come quella di partire dalle prime e non anche dalle seconde classi, di cambiare il nome dello scientifico tecnologico in informatico per evitare sovrapposizioni con un indirizzo presente nei tecnici, di favorire maggiormente la possibilità di passaggio da un indirizzo all'altro nel biennio iniziale.


PARERE CONSIGLIO DI STATO

13 GENNAIO  2010

Scarica il parere in formato pdf




CNPI - SI A CLASSI DI CONCORSO MA APPLICAZIONE DAL 2001/12

Il CNPI, chiamato ad esprimersi sulla razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento, manifesta il proprio disappunto, infatti le procedure di iscrizione degli alunni, definizione degli organici, mobilità permanente e annuale, contratti a tempo determinato, ecc. hanno scansioni temporali inderogabili, pena il regolare inizio del prossimo anno scolastico. Pronta la risposta del Ministero: nuove classi di concorso solo in organico di fatto, proroga scadenza iscrizioni per le classi prime a fine marzo.

Le osservazioni del CNPI

  1. chi insegnerà nelle classi di graduale riduzione del vecchio ordinamento?

  2. necessità di norme specifiche per le classi che, nella gradualità, rimarrebbero con i soli vecchi insegnamenti “ad esaurimento"

  3. salvaguardia del personale di ruolo, con mobilità verso classi per cui si possiede il titolo, anche eventualmente con processi di riconversione, e con altre forme di utilizzo definitivo, ad esempio per mobilità tra aree dello stesso comparto o, a richiesta, intercompartimentale, nei confronti del personale di ruolo che non ha titolo per altra classe di concorso.

Analoghe tutele specifiche vanno previste anche per il personale delle graduatorie ad esaurimento
Ma subito dopo aver considerato la possibilità dei corsi di riconversione, il CNPI rileva che l’insufficienza delle disponibilità finanziarie in bilancio potrebbe compromettere la qualità dell’intera operazione. Come dire, si è bocciato da solo.
Il corretto avvio dell'a.s. potrebbe essere minacciato dalla presenza di classi di due diversi organici:
nuove classi di concorso per il personale a T.I. e vecchie per le immissioni in ruolo e il conferimento delle supplenze.
Un rilievo importante, ma che ci sembra di capire possa rimanere inascoltato quello relativo alla salvaguardia della titolarità nella fase transitoria, ossia assicurare la titolarità dell'insegnante, nel momento in cui un insegnamento permane nella scuola anche se cambia la appartenenza alla classe di concorso.
Altro appunto del CNPI riguarda l'utilizzo del personale.
Come si coniuga - chiede il CNPI, raccogliendo il dubbio di molti docenti - l'obiettivo di “qualità del servizio scolastico”, con la previsione di utilizzo dei docenti in base al requisito del solo “titolo di studio”, prescindendo dal possesso dell’abilitazione, non solo tra le diverse classi di concorso della scuola secondaria di 1° e 2° grado, ma anche in altri gradi di istruzione?
Inoltre, un lavoro rigoroso e al riparo da futuri contenziosi impone " una tabella di corrispondenza tra le vecchie abilitazioni con le relative equipollenze e le nuove classi di concorso"
Questi i rilievi mossi dal CNPI, il quale esprimerà il proprio definitivo parere solo dopo essere messo a conoscenza dei tasselli mancanti, primi fra tutti i Regolamenti, attesi per la prossima settimana.



RIFORMA SECONDO CICLO:
STOP DAL CONSIGLIO DI STATO

di Reginaldo Palermo La Tecnica della Scuola, 13.12.2009

Il Consiglio di Stato chiede chiarimenti al Ministero sui tre schemi di Regolamento. Si allungano i tempi e l'avvio della riforma si allontana di nuovo.

I tempi per l’approvazione definitiva dei Regolamenti sulla scuola del II ciclo (licei, istruzione tecnica e istruzione professionale) si allungano e il rinvio della riforma di un anno è ormai molto di più che una semplice ipotesi.

Sui tre provvedimenti, infatti, mancano ancora i pareri delle Commissioni parlamentari che invece avrebbero dovuto concludere i propri lavori entro la fine di novembre.

Ma, soprattutto, c’è lo stop del Consiglio di Stato che in data 9 dicembre ha pubblicato i pareri sui singoli schemi di regolamento con una conclusione identica: “Sui punti segnalati occorre che il Ministero dell’istruzione fornisca i chiarimenti richiesti. All’esito, la Sezione si riserva la facoltà di disporre l’audizione del Capo dell’Ufficio legislativo del Ministero, nonché del dirigente generale competente all’istruttoria del regolamento”.

Per intanto il Consiglio “sospende l’emanazione del parere in attesa degli adempimenti di cui in motivazione”.

Quali sono dunque i punti sui quali il Ministero deve fornire chiarimenti?

Intanto uno è di carattere generale e riguarda le modalità di applicazione dei regolamenti.

Nella versione attuale è previsto che vengano demandati alla decretazione ministeriale le indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento, l’articolazione delle cattedre o la definizione degli indicatori per la valutazione. Il CdS fa tuttavia rilevare che un provvedimento del genere dovrebbe essere un atto avente forza di legge (ovviamente i tempi per l’adozione di un ulteriore regolamento sono ben diversi da quelli necessari per l’emanazione di un semplice decreto ministeriale).

Ci sono poi altre questioni, come per esempio quella relativa alla quota del curricolo lasciata alla decisione delle singole scuole in modo da consentire una maggiore corrispondenza alle esigenze culturali e produttive del territorio.

Il CdS chiede al Ministero di chiarire se le disposizioni contenute nei regolamenti siano state raccordate con le norme contenute nel Regolamento sull’autonomia.

E, proprio in materia di autonomia, arrivano dal Cds le “bacchettate” più pesanti: i regolamenti prevedono che le istituzioni scolastiche costituiscano dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti, per il sostegno alla didattica e alla progettazione formativa, nonché un comitato scientifico formato da docenti e da esperti esterni.

Il CdS esprime forti perplessità sulla creazione di tali organi che, invece, dovrebbe essere lasciata - sottolinea sempre il Consiglio - alla libera determinazione delle autonomie scolastiche.

Senza contare che i comitati tecnico-scientifici dovrebbero funzionare a costo zero non essendo previsto nessun gettone di presenza neppure per gli esperti esterni.

Non mancano, infine, le perplessità sulle modalità di passaggio al nuovo ordinamento, soprattutto per quanto concerne i licei e gli istituti tecnici.

“E' opportuno - sottolinea infatti il CdS - che il Ministero dell’istruzione illustri la graduazione di tale passaggio, anche con riguardo alla tutela dell’affidamento degli studenti che, trovandosi nelle situazioni di transito, subiranno una modificazione dell’iter formativo prescelto”.


LICEI, IL CONSIGLIO DI STATO BOCCIA IL FEDERALISMO CENTRALISTA DI GELMINI

di Antonio G. Paladino, ItaliaOggi 13.12.2009

Il Consiglio di stato blocca la riforma dei licei e degli istituti professionali. Le previsioni contenute nel testo dei regolamenti emanati dal ministero dell'istruzione, infatti, sembrano spingersi oltre quanto contenuto nella norma di delega. In particolare, sollevano non pochi dubbi le previsioni riguardo la quota dei piani di studio rimessa alle singole istituzioni scolastiche, soprattutto in merito a un mancato coordinamento con le norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche stesse. Manca anche una illustrazione della graduazione del passaggio al nuovo ordinamento (previsto per il prossimo anno scolastico), soprattutto sul versante della tutela degli studenti, i quali, al momento, non potranno che subire la modificazione dell'iter formativo prescelto.

Lo ha messo nero su bianco il Consiglio di stato, nel testo del parere n. 7149 del 9 dicembre scorso, con il quale ha sospeso ogni valutazione in merito allo schema di regolamento che reca la revisione dell'assetto didattico, organizzativo e ordinamentale dei licei, così come previsto dall'articolo 64, comma 4 della manovra anticrisi del 2008 (il decreto legge n. 112). Palazzo Spada ha sollevato non poche perplessità sull'impianto contenuto nel testo del regolamento di riforma dei licei presentato dal dicastero retto da Mariastella Gelmini (e, con le stesse motivazioni, ha sospeso altresì ogni considerazione sui regolamenti inerenti la riforma degli istituti tecnici e quelli professionali), soprattutto ha rilevato che «non è chiaro se il testo predisposto dal ministero si mantenga nei limiti della delega».

C'è un punto critico. La norma di delega prevede espressamente la «sola ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei diversi piani di studio e relativi quadri orari». Ma, ad avviso di Palazzo Spada, il testo del regolamento invece, «sembra spingersi ben oltre la mera razionalizzazione dei piani di studio e degli orari», in quanto contiene disposizioni che eccedono tale ambito in senso stretto. Ecco perché, il Consiglio di stato impone a viale Trastevere un chiarimento «indicando su quale base abbia proceduto all'estensione dell'oggetto di delega e se le finalità di contenimento della spesa e di razionalizzazione delle risorse umane e strumentali giustifichino l'ampia revisione operata». In particolare, sotto la lente del collegio è passato l'articolo 10 del regolamento di riforma, quello che stabilisce che la quota dei piani di studio rimessa alle singole istituzioni scolastiche nell'ambito degli indirizzi definiti dalle regioni, non può essere superiore al 20% del monte ore complessivo nel primo biennio, al 30% nel secondo biennio e al 20% nel quinto anno. Su questo punto, Palazzo Spada ha sottolineato che il ministero deve chiarire se tale previsione sia stata coordinata con le norme (il dpr n. 275/1999) riguardanti l'autonomia delle istituzioni scolastiche.

Altro punto che cozza con l'autonomia delle istituzioni scolastiche riguarda la previsione (regolamentare) di costituire i «dipartimenti per il sostegno alla didattica e alla progettazione formativa» e il comitato scientifico con funzioni consultive per l'organizzazione e l'utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità. Su questo punto, Palazzo Spada è perplesso. Queste regolamentazioni sono estranee all'ambito della delega, piuttosto, «sarebbe più coerente con l'obiettivo di realizzare l'autonomia, lasciare alle istituzioni scolastiche la scelta in merito all'opportunità di istituire tali organi». Infine, perplessità sul graduale passaggio al nuovo ordinamento. Palazzo Spada stigmatizza che la confluenza dei percorsi liceali e delle sperimentazioni avvenga, per così dire a scatola chiusa.



NUOVE CLASSI DI CONCORSO
SCUOLA SECONDARIA II GRADO,
A CHE PUNTO SIAMO?

Lalla, da Orizzonte scuola 12.12.2009

A poche settimane dall'avvio delle operazioni di mobilità per l'a.s. 2010/11, nulla ci è dato sapere sul destino delle classi di concorso delle scuole secondarie di II grado, nonostante le organizzazioni sindacali assicurino che i lavori proseguono con il loro massimo impegno.

L'ultima bozza del riordino delle classi di concorso risale al 30 settembre 2009.

Ma da allora sembra siano cambiate molte cose, infatti i funzionari del ministero hanno trasmesso una nuova bozza ai sindacati, comprensiva dei rilievi mossi dal CNPI. L'apertura del tavolo ministero - sindacati per le nuova classi di concorso è stata annunciata per il 9 dicembre u.s., ma di questo incontro non si ha alcun riscontro da parte dei sindacati.

Non diciamo che sarebbe auspicabile conoscere la bozza di lavoro (troppa grazia, i docenti potrebbero diventare consapevoli del loro destino!), ma conoscere almeno gli esiti dell'incontro (se c'è stato), ci sembra il minimo. Invece nulla, i sindacati tacciono e le ipotesi fioccano:

Intanto lo Snals annuncia, tramite il vice segretario nazionale prof. Achille Massenti, il proprio impegno per ottenere la salvaguardia delle attuali titolarità indipendentemente dalla diversa attribuzione delle ore di insegnamento e l’entrata in vigore delle modifiche a partire dall’a.s. 2011/2012.

Le ipotesi proposte dal Ministero sono invece:

  1. opzione fra gli insegnamenti tradizionali con una scelta più limitata e quelli relativi alle classi di concorso con ambiti allargati

  2. eventuali corsi di riconversione

  3. possibilità di autoformazione

Possibilità che nei pensieri del ministero dovrebbero essere poste in pratica già dall'a.s. 2010/11, a partire dalle prime classi.

Ad oggi però non ci è dato sapere quali saranno le classi di concorso con il maggior numero di docenti soprannumerari (perchè di questo si parla).



NUOVE CLASSI DI CONCORSO,
PER INSEGNARLE SI PENSA ALL’AUTOFORMAZIONE

di A.G. La Tecnica della Scuola, 8.12.2009

L’ipotesi riguarda quei docenti di ruolo soprannumerari che già insegnano nello stesso ambito di materie. L’alternativa potrebbe essere nei corsi full immersion. Il vero problema è che non potrebbero abilitarsi perché privi del titolo utile. Il Miur ne parlerà coi sindacati il 9 dicembre.

Organici diversi tra le prime classi che adottano la riforma delle superiori e le ultime che mantengono l’attuale assetto; pubblicazione tardiva, rispetto alla tradizione, dei movimenti dei docenti della scuola secondaria superiore; allargamento degli attuali ambiti disciplinari d’insegnamento per i docenti che si ritroveranno in soprannumero, attraverso un riconversione full immersion o una sorta di autoformazione assistita. Sono queste alcune delle proposte che il Miur porrà ai sindacati quando il 9 dicembre si siederanno attorno al tavolo tecnico sulla mobilità del prossimo anno scolastico: la trattativa si presuppone impegnativa perché peserà in maniera sostanziosa la non facile gestione delle nuove classi di concorso della scuola secondaria superiore.

Rispetto agli ultimi anni, quando il Ccni di mobilità, veniva sostanzialmente replicato, salvo qualche lieve modifica-adattamento, quest’anno il testo subirà quindi importanti variazioni. In questi giorni il Miur dovrebbe aver anche fornito ai sindacati una prima bozza su cui discutere, comprensiva delle osservazioni già fatte nelle scorse settimane dal Cnpi.

È ovvio che l’esito dipenderà molto da quello della secondaria superiore: se è vero che il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, continua infatti a dare per scontata la sua applicazione, non è altrettanto ancora chiaro quali saranno le materie che maggiormente verranno più sacrificate e, di conseguenza, produrranno un numero maggiore di soprannumerari. Molto dipenderà, in ogni caso, da quanto le due parti (amministrazione e sindacati) riusciranno a venirsi incontro su un punto: l’allargamento delle materie di potenziale insegnamento. È chiaro che viale Trastevere intenda rendere il “ventaglio” il più ampio possibile: in modo da collocare più facilmente il docente rimasto senza cattedra e, nel contempo, riempire preziosi buchi in organico. In caso contrario, mantenendo le attuali classi di concorso, gli Usp, pur con dei docenti di ruolo da dover “piazzare” perché rimasti privi di cattedra, sarebbero costretti a chiamare i supplenti. Un’operazione che visti i tempi di recessione viene considerata una spesa aggiuntiva da evitare.

Ma moltiplicare le abilitazioni ora in possesso dei nostri docenti potrebbe alla lunga rappresentare una mossa poco lungimirante: non basta, infatti, aver svolto un esame all’università per essere in grado di conoscere ed insegnare una determinata materia. Soprattutto perché per decenni ai docenti è stata sbarrata la strada ad insegnamenti similari solo per non aver svolto dei rigidi e inderogabili piani di studi all’Università.

Ora però la strada dell’autoformazione rappresenterebbe un toccasana per le casse dello Stato. Ma anche, aggiungiamo noi, un mandare allo sbaraglio dei docenti senza accertarsi se siano in grado effettivamente di farlo. Anche perché laddove la risposta fosse negativa, qualora l’insegnante non si dimostri all’altezza della situazione, le vere vittime sarebbero ancora una volta gli utenti primi della scuola: gli studenti.



LETTERA ALLA CABINA DI REGIA DI UNA STUDENTESSA DEL LAS SAN SEVERO (FG)

Sono Sabrina una studentessa del Liceo Artistico di San Severo,(FG) e parlo a nome della mia classe a riguardo della riforma Gelmini, che prevede di ridurre le ore scolastiche a danno di quelle artistiche, come quelle dei laboratori (nonostante siano già poche) ed inoltre di trasformare le scuole d’arte in qualcosa di completamente diverso dalla loro reale natura che si cerca di stravolgere senza dare spiegazioni e giustificazioni valide e convincenti. Non abbiamo mai trovato queste motivazioni pur cercandole in ogni luogo , vorremmo che qualcuno ce le faccia conoscere. Per tutto quello che sta accadendo , noi, i ragazzi della 2° A abbiamo discusso del problema e abbiamo avviato un percorso di auto-informazione e acculturamento per raggiungere una coscienza maggiore e non restare assenti in questo momento delicato e difficile per le nostre scuole. Noi ci sentiamo solidali verso tutti gli istituti d’Arte e Licei Artistici italiani e stiamo avviando azioni di contestazione attraverso striscioni e volantinaggio per dare vita alla nostra contestazione ed esprimere il nostro pensiero pur continuando a fare regolarmente lezione e nel rispetto delle regole scolastiche, anche se incontriamo forme di strana opposizione alle nostre iniziative da parte di alcuni docenti che non sembrano sentire questo grave peso. Pertanto chiediamo la collaborazione di chiunque all’interno di questa problematica ci aiuti a crescere in questa coscienza. Un invito particolare viene rivolto agli istituti d’arte di Foggia, Sannicandro e Cerignola per stabilire una canale di comunicazione e per attivare degli interventi culturali in merito alla questione. Spero in una vostra collaborazione.



FORUM STUDENTI


LA PAROLA AGLI STUDENTI DEI LICEI ARTISTICI E DEGLI ISTITUTI D’ARTE



AUDIZIONE CIAN IN VII COMMISSIONE

Solo una breve nota per  ringraziare ed aggiornare in sintesi sullo stato delle cose coloro che, sostenendo l’iniziativa del Coordinamento CIAN, continuano a credere giusta e necessaria un’azione nei confronti di una riforma degli istituti artistici, non partecipata e tanto meno, condivisa.


L’audizione svoltasi martedì 24 novembre, presso l’aula della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio, è stata contraddistinta dalla compresenza di altre cinque delegazioni di coordinamenti, associazioni e rappresentanze varie degli istituti tecnici, psicopedagogici, dell’area matematica, scientifica e storica.


Alla presenza della Presidente, On.le Valentina Aprea e di una rappresentanza, piuttosto esigua, dei partiti dell’arco parlamentare, in seduta congiunta dalle 11,00 alle 13,30, si è svolta l’audizione per la quale abbiamo prodotto e consegnato una memoria scritta e copia della Proposta CIAN di modifica dello Schema di regolamento presentato al MIUR nel luglio scorso.


Con un tempo utile di 10 minuti circa per relatore, si è dovuto “provare” ad esporre, con quale  efficacia si può immaginare, le rispettive differenti istanze.

Quasi tutti gli interventi hanno posto in evidenza l’arbitrarietà di scelte presenti nella riforma della scuola superiore a discapito dei profili generali degli istituti, degli ambiti disciplinari, dei tempi della didattica, delle professionalità e dell’organizzazione complessiva.


A fronte delle legittime osservazioni e analisi critiche manifestate dai vari relatori si è sottolineato da parte del CIAN la scarsa rilevanza che, anche in questa occasione, si è attribuita a quella che attualmente rappresenta nell’ambito dei licei il terzo settore formativo e più in generale il ruolo che l’istruzione artistica meriterebbe nei processi educativi per la valorizzazione della cultura ed il patrimonio, così come autorevolmente confermato dal Parlamento europeo.

Si è messa in risalto la contraddizione fra le alte finalità del profilo educativo e gli indirizzi con i relativi quadri orari previsti, fortemente penalizzati e penalizzanti.

Così pure la sottovalutazione degli effetti prodotti dai nuovi tre indirizzi rispetto agli assetti ordinamentali esistenti, la precarizzazione delle professionalità aggravata dall’accorpamento delle classi di concorso probabilmente in misura superiore alle previsioni.


Tra i deputati presenti si è preso atto delle criticità emergenti, dal banco dell’opposizione sull’iter   della riforma si è detto di “… una strada alla rovescia: prima i “soldi”, poi “i quadri orari” e poi i profili educativi…”. Si è fatto cenno, un po’ genericamente, anche alla esiguità del tempo dedicato all’attività laboratoriale.


I pareri degli esponenti della maggioranza concordano sulla importante opportunità offerta da questa riforma (a costo pure di una necessaria soprannumerarietà) che, nel comprimere le quantità orarie, intende esaltarne il “potenziale qualitativo”.


L’attenzione, gentilmente frettolosa e sbrigativa, manifestata dalla presidenza a fronte del peso specifico dei rilievi sollevati dai relatori ha rafforzato il convincimento che l’iter della riforma potrebbe proseguire senza deviazioni sensibili o arresti.


A fronte del consueto trionfalismo auto celebrativo con cui il Ministro annuncia un giorno dopo l’altro il prossimo varo della riforma,  restano agli atti, ampiamente documentate, le molteplici severe riserve e richieste di rinvio non solo del CIAN, ma anche quelle già espresse da importanti settori dell’associazionismo dei docenti, ADI, CIDI, ecc., del sindacato, Cobas, Gilda, Cgil-flc.


Restano altresì, come testimonianza di una valutazione critica, in qualche caso di dissenso, i documenti ufficiali obbligatori per l’emanazione del decreto: i Pareri, prodotti tra luglio ed ottobre dal CNPI, dalla Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome, e dalla Conferenza Unificata.


In attesa di un incontro assembleare ravvicinato nel quale concordare le iniziative più appropriate per proseguire le iniziative del CIAN, vi invitiamo a consultare spesso il sito.


Un sentito grazie a tutti coloro che partecipano a questo confronto con le Istituzioni per difenderne dalla svendita i propri tesori.


Proposta di modifica

MEMORIA SCRITTA CIAN AUDIZIONE VII COMMISSIONE.pdf



LICEI: PARERE NEGATIVO PER TUTTI TRANNE LOMBARDIA, VENETO E MOLISE


"Complessivamente è un passo in avanti". Questo è il commento del ministro Gelmini, al termine della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza unificata che si sono tenute oggi presso il Ministero per i rapporti con le Regioni.

Le Regioni hanno dato parere favorevole sull'istruzione tecnica e proposto alcuni emendamenti sull'istruzione professionale, mentre per quanto riguarda i licei, lo stesso ministro ha riferito che la Conferenza delle Regioni si è spaccata nel senso che le Regioni di centrodestra hanno dato parere favorevole e quelle di centrosinistra parere contrario. Ma "la riforma della scuola superiore entrerà in vigore nel 2010", ha detto il ministro Gelmini, "e questa è la vera notizia".

"Sulla riforma dei licei", ha precisato a sua volta il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, "le Regioni hanno votato a maggioranza e hanno dato parere negativo. Hanno votato a favore la Lombardia, il Veneto e il Molise".

Durante la riunione di oggi si è toccato anche il complesso tema del precariato. "Su questo tema", ha detto Errani,  "c'è stato un rinvio perchè crediamo che i criteri nazionali debbano realizzare una non disparità fra precari. Questo decreto, inoltre, scarica indebitamente sulle Regioni il tema. Di questo dobbiamo discutere con il Governo".



RIFORMA TECNICI: MEZZO OK


Ma sui licei regioni di centro-destra e di centro-sinistra sono spaccate. Difficoltà sulla riforma dei professionali. Tutto bene, invece, per le sezioni primavera. C'è attesa per le decisioni finali della Conferenza unificata.

Dopo tre mesi di stallo si dovrebbero finalmente risolvere le numerose questioni relative alla scuola sulle quali la Conferenza Unificata deve dare il proprio parere.

Nella mattinata del 29 ottobre la Conferenza delle Regioni, di cui fanno parte appunto solo le Regioni e che rappresenta una sorta di “preparazione” alla seduta plenaria di cui fanno parte anche il Governo e i rappresentanti di Comuni, Province e Comunità Montane, si è espressa su diversi punti.

Superato ogni ostacolo in materia di sezioni primavera che potranno così prendere il via già nelle prossime settimane.

Per quanto riguarda invece i regolamenti di licei, istituti tecnici e professionali i pareri sono più articolati.

In pratica le Regioni sono nettamente divise: sui licei il parere delle regioni di centro-sinistra è negativo, mentre è favorevole quello delle regioni di centro-destra.

Parere favorevole sui tecnici anche se con qualche divergenza; sui professionali il parere è infine negativo.

Per tutte le questioni che attengono l’attuazione del titolo V della Costituzione le Regioni intendono chiedere un rinvio, mentre sulla partita del dimensionamento della rete scolastica (sulla questione Governo e Regioni si erano impegnati a sottoscrivere una intesa entro il giugno del 2009) le regioni propongono l’apertura di una tavolo tecnico-politico con il Ministro.

Adesso si è in attesa delle decisioni della Conferenza unificata che nella serata del 29 deve decidere in via definitiva.




LA REGIONE TOSCANA CHIEDE DI RINVIARE LA RIFORMA DELLA SECONDARIA


L'assessore regionale toscano all'istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini ha deciso di scrivere una lettera al ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini per chiedere il rinvio di un anno dell'entrata in vigore del nuovo ordinamento per licei, istituti tecnici e professionali.

L'iniziativa è stata presa al termine di un incontro al quale sono stati chiamati, oggi in Regione, i rappresentanti di insegnanti, genitori, Province e Comuni per fare il punto della situazione, in attesa della prevista riunione della conferenza Stato Regioni che dovrebbe riaprire un dialogo fino ad oggi interrotto.

''Siamo in una fase di impasse istituzionale - ha detto l'assessore Simoncini - e per questo ci auguriamo che si possa finalmente riaprire un canale di dialogo. Comunque vada la discussione a livello nazionale, già oggi emerge un forte disagio nel mondo della scuola ed è di questo disagio e di queste incertezze che ci facciamo portavoce nel chiedere, intanto, un rinvio''.

FIRENZE - Una lettera al ministero dell'Istruzione Maria Stella Gelmini per chiedere il rinvio di un anno dell'entrata in vigore del nuovo ordinamento per licei, istituti tecnici e professionali, previsto dalla riforma della scuola varata dal governo e definito da una serie di regolamenti che ancora non sono stati discussi dalla conferenza unificata governo regioni. Lo ha proposto l'assessore all'Istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini al termine di un incontro al quale sono stati chiamati, ieri in Regione, i rappresentanti degli insegnanti, dei genitori e di Province e Comuni per fare il punto della situazione, in attesa della prevista riunione della conferenza stato regioni che dovrebbe riaprire un dialogo fino ad oggi interrotto. "Siamo in una fase di impasse istituzionale ha detto l'assessore Simoncini - e per questo ci auguriamo che si possa finalmente riaprire un canale di dialogo. Comunque vada la discussione a livello nazionale, già oggi emerge un forte disagio nel mondo della scuola ed è di questo disagio e di queste incertezze che ci facciamo portavoce nel chiedere, intanto, un rinvio" . Le novità contenute nei regolamenti, pur non essendo ancora stati oggetto di confronto con le Regioni, richiederebbero infatti di essere inserite nella programmazione della rete scolastica che la Regione deve chiudere, come ogni anno, entro il 31 dicembre. Oltre a problemi di natura organizzativa, l'entrata in vigore fin dal prossimo anno scolastico 20102011, rischierebbe di creare problemi alle famiglie, costrette a iscrivere i ragazzi alle superiori già da febbraio, senza alcuna certezza sulla prosecuzione o meno del tipo di indirizzo prescelto. Se resta la sud d i visione fra licei, istituti tecnici e professionali, i regolamenti mettono mano e riorganizzano gli indirizzi esistenti, facendoli confluire nei diversi tipi di scuola. Questo apre problemi anche per gli insegnanti, che si ritroverebbero a dover insegnare materie diverse senza adeguata preparazione.




Il SEGRETARIATO GENERALE DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA RISPONDE AL CIAN

Lettera al Presidente della Repubblica Italiana



In attesa... di un vero riscontro.

PROSEGUE IL DIALOGO DEL CIAN CON IL MIUR

10 luglio 2009

Il coordinamento, accolto dal Ministero, espone la Proposta di modifica allo Schema di Regolamento



L’incontro avvenuto il 17 giugno tra i delegati CIAN/CESP ed il Capo Dipartimento Istruzione, Dott. Cosentino, ha consentito di attivare, dopo mesi di sostanziale isolamento della Scuola dai processi di elaborazione della Riforma dei Licei, una fase insperata di ascolto e confronto con i Dirigenti tecnici ministeriali e quindi di presentare, le considerazioni critiche e le riflessioni raccolte nel Documento Unitario prodotto a seguito del Convegno Nazionale CIAN/CESP tenutosi a Roma il 5 giugno scorso e pubblicato dall’8 giugno sul Sito.

www.istruzioneartistica.it .


La disponibilità all’apertura di un canale comunicativo tra il MIUR ed il CIAN si è manifestata nel passaggio dalla possibilità per i delegati nazionali CIAN/CESP di motivare i punti di criticità individuati nella riforma dei Licei, approvata in prima lettura dal Consiglio dei Ministri il 12 giugno, ad una richiesta esplicita per una proposta che, pur vincolata ai paletti del Dlgs. 226 del 2005 e dell’art. 64 della L.133 del 2008 e pertanto ancorata al riferimento dei Piani degli Studi presenti nello Schema di Regolamento, manifestasse tecnicamente le istanze già discusse sul  Documento Unitario.


Con un tempo utile di venti giorni assegnato per la formulazione della proposta, i coordinatori delegati hanno sviluppato per due settimane, (nel pieno corso delle operazioni relative all’Esame di Stato), una serrata consultazione, necessariamente ristretta ai singoli referenti CIAN di quasi tutte le regioni, per tradurre con una proposta strutturata le osservazioni contenute nel suddetto Documento Unitario nei limitati margini operativi imposti dai provvedimenti interministeriali.


Venerdì 10 luglio, i delegati del CIAN sono stati ascoltati in viale Trastevere presso il Ministero dell’Istruzione, dal  Dott. Luciano Favini, Dirigente con funzioni Tecniche per la Progettazione e il Supporto dei Processi Formativi  e dalla Dott.ssa Anna Rosa Cicala, Ufficio II dirigenziale di supporto con il Capo Dipartimento, sulla Proposta di modifica dello Schema di Regolamento presentata attraverso un documento articolato con una riformulazione dei Piani degli Studi.


Il dott. Favini e la Dott.ssa Cicala, nel riconoscere ed apprezzare la consistenza ed il grado di approfondimento della Proposta di modifica del CIAN, rispetto alla quale hanno assicurato la revisione critica del documento da parte dello staff tecnico del Ministero, hanno comunicato la loro intenzione di sottoporre il documento al CNPI in questa particolare fase di prossima presentazione del Parere tecnico.


Si riporta di seguito il testo integrale di premessa con cui è stata introdotta nelle linee generali e nelle articolazioni più specifiche la Proposta di Modifica dello Schema di Regolamento consegnata il 10 luglio scorso ai Dirigenti Tecnici del Ministero dell’Istruzione.


Scarica la Proposta di Modifica CIAN in PDF Luglio 2009


Scarica il Documento Unitario CIAN


Scarica la sintesi del Documento Unitario






Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per l’Istruzione


all’attenzione del Capo Dipartimento

Dott. Giuseppe Cosentino

e

del Dirigente con funzioni Tecniche per la Progettazione e il Supporto dei Processi Formativi

Dir. Tecnico Luciano Favini
e

dell’Ufficio II dirigenziale di supporto con il Capo Dipartimento

Dott.ssa Anna Rosa Cicala



Oggetto: Riordino dei Licei, nuovo Liceo Artistico e  Coordinamento Istruzione Artistica Nazionale.


La recente approvazione del Consiglio dei Ministri in prima lettura dello Schema di Regolamento recante “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei” segna un primo passaggio formale dell'iter legislativo con il quale si modificherà per i prossimi anni il profilo di questo importante segmento educativo e formativo della scuola media superiore.


È consapevolezza ormai diffusa, anche fra gli operatori della scuola, che la decisione di ridurre di ulteriori 8,5 miliardi di euro le risorse per l'Istruzione Pubblica, inciderà in profondità nell'intero sistema amministrativo, organizzativo, occupazionale.

È tuttavia obbligo fondamentale per  i responsabili delle scelte tecniche finalizzate a questa trasformazione, che siano compiuti tutti gli sforzi necessari a tutela e garanzia dei processi della didattica e dell’apprendimento.


Il progetto con cui si ridisegnano i Licei investe in modo particolare l'Istruzione Artistica, tradizionalmente rappresentata da circa un secolo in modo peculiare per il nostro paese dai Licei Artistici e gli Istituti d'Arte, con l’obiettivo di raggiungere i limiti imposti dall'articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008 n.112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n.133 e dai riferimenti specifici contenuti del Decreto legislativo n.226 del 2005.


L'esito della confluenza dei due Istituti attuali in una realtà liceale unica, seppure rispondente alle richieste di semplificazione e razionalizzazione, dall’analisi dei Piani di studio approvati in prima lettura dal Consiglio dei Ministri, sollecita gravi incertezze sulla loro congruenza rispetto ai processi formativi collaudati e consolidati dall'esperienza didattica.


In questo specifico ambito il Coordinamento dell'Istruzione Artistica Nazionale, costituitosi alla fine del 2008 per spontanea iniziativa di Docenti e Dirigenti Scolastici con l'obiettivo di costruire per la prima volta un dialogo stabile e costruttivo fra tutti gli istituti artistici del territorio nazionale, facendosi carico di tutte le difficoltà di questa interlocuzione, della complessità di mettere al vaglio ipotesi e posizioni differenti rispetto alla Riforma, ha cercato di realizzare un percorso condiviso in grado di gettare un ponte tra le due sponde costituite dalle scuole di Istruzione Artistica ed il Ministero dell’Istruzione.


Il supporto progettuale ed organizzativo del Centro Studi per la Scuola Pubblica, CESP, nella realizzazione di Convegni a Palermo, Venezia, Corato (Bari), Padova, Roma,  a cui si affiancano quelli di Napoli, Torino, Genova, promossi autonomamente dagli Istituti artistici ed ancora la costituzione del sito www.istruzioneartistica.it che ha raccolto la molteplicità degli apporti disciplinari, professionali, le riflessioni, elaborazioni, documenti, nell’insieme hanno dato vita alla rete con cui si sono confrontati e continuano a confrontarsi circa 90 Istituti di 17 regioni, raccogliendo finora 8600 adesioni dal mondo della cultura, dell’Arte, della Scuola, e dell’Università.


Da questi presupposti, il Documento Unitario CIAN / CESP scaturito dal Convegno Nazionale di Roma del 5 giugno e pubblicato nel Sito, pone in evidenza allarmata la distanza mantenutasi per mesi tra la Scuola e l’elaborazione del progetto ministeriale del nuovo Liceo Artistico. Di esso la Scuola ha potuto prendere atto dalle bozze di riforma senza che abbia potuto contribuire ad orientarne il disegno, se si esclude l’apporto del gruppo ristretto di Dirigenti Scolastici ai quali è stata attribuita dal Ministero l’interlocuzione privilegiata nell’istruire il processo riformatore.


Il Documento unitario, nel denunciare alcune delle discrasie presenti nello Schema di Regolamento approvato il 12 di giugno, sottolinea la necessità di pervenire ad un confronto più diretto con gli operatori dell’Istruzione Artistica “…affinché sia realizzato” così come auspicato dal Ministro Gelmini nella Premessa allo Schema di Piano Programmatico del MIUR, un “disegno organico ed un intervento riformatore unitario e condiviso...”.


Solo il recente incontro svoltosi alla Vostra presenza presso il Ministero, ha consentito ai delegati del CIAN di verificare l'esistenza di una disponibilità ad ascoltare e considerare, seppure in una fase già avviata di formalizzazione, le osservazioni critiche e le proposte tecniche scaturite dal vaglio di una molteplicità di istanze provenienti dal mondo della Istruzione Artistica.


I delegati del CIAN hanno apprezzato l’opportunità di esporre le considerazioni e le proposizioni contenute nel Documento Unitario. Nel corso del confronto dialettico con Voi si è convenuto sulla specifica complessità di questo settore dell'Istruzione e la conseguente necessaria cautela nell'assumere decisioni e schemi di lavoro che potrebbero penalizzare irreversibilmente gli esiti riformatori. Si è quindi affermata l'esigenza di considerare nella prosecuzione dell’iter, anche quanto, attraverso il CIAN, emerge da parte del mondo degli Istituti artistici.


Consapevoli del grave condizionamento imposto dai motivi di contenimento della spesa statale che, influendo nella riduzione del monte ore (diversamente previsto dal Dlsg.226 del 2005, con 36 ore al I biennio e 38 negli anni successivi), incrementando il numero di alunni per classe, riducendo il personale scolastico, determinerà ricadute negative sui percorsi riformistici della scuola pubblica italiana, i referenti CIAN, nei giorni successivi all’incontro presso il Ministero, hanno comunque intensificato il dibattito su scala nazionale per giungere in tempi contenuti alla presentazione di una proposta dei Piani degli Studi articolata sia in considerazione dei vincoli normativi vigenti sia delle istanze presentate nel Documento unitario.


In estrema sintesi è possibile anticiparne alcune delle caratteristiche salienti nelle seguenti proposizioni:


  1. -Nell’assumere come criterio ispiratore centrale per la formulazione dei Piani degli Studi il conseguimento complessivo del Profilo educativo, culturale e professionale dello studente all’interno dei percorsi formativi degli indirizzi, si propone una configurazione oraria più bilanciata fra le discipline dell’area di base e quella di indirizzo.


  1. -All’interno dei diversi indirizzi, per la medesima finalità di formazione liceale artistica unitaria, si propone una integrazione essenziale delle discipline che concorrono all’acquisizione delle competenze grammaticali e sintattiche dei linguaggi artistici, come ad esempio, delle Discipline Geometriche nel secondo biennio e 5° anno all’interno del I indirizzo.


  1. -Al fine di tutelare i percorsi didattici, disciplinari, finora positivamente collaudati e ampiamente diffusi nei LAS e negli ISA, in armonia con il primo punto del Pecup, (Allegato “A” dello Schema di Regolamento) si propone nell’ambito dell’attuale indirizzo Arti figurative, l’opzione Tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, con apposita configurazione dell’articolazione oraria e disciplinare nel triennio.


  1. -Per rispondere alle esigenze di orientamento e propedeuticità tra i diversi indirizzi, a differenza di quanto viene previsto dalla Tabella “A” del Regolamento sull’accorpamento delle classi di concorso, nel primo biennio, nell’ambito delle ore di Laboratorio, si propone la possibilità di attribuire l'insegnamento dell'attuale Laboratorio artistico a tutte le classi di concorso previste negli indirizzi del nuovo Liceo Artistico. In considerazione di quanto detto si propone la nuova denominazione "Laboratorio propedeutico".


  1. -Al fine di equiparare le opportunità  formative dei differenti indirizzi pur nelle rispettive caratterizzazioni si propone un bilanciamento trasversale degli orari destinati ai laboratori e tra gli stessi e quelli delle discipline progettuali.


  1. -In relazione ai processi propedeutici all’apprendimento dell’elaborazione progettuale, compositiva, della ripresa fotografica e del fotoritocco si propone la graduazione nel primo biennio fra Elementi di Percezione visiva, al primo anno e Elementi di Fotografia e Multimedialità al secondo,  (in sostituzione  di Discipline audiovisive)..


  1. -Sia pure permanendo severe riserve in merito al terzo indirizzo, per le incongruenze presenti nella sua formulazione e nelle sue finalità, per l’esigua diffusione dei percorsi  presenti nel territorio, per le scarse risorse logistiche, strumentali e professionali esistenti, e tuttavia, per il sostegno comunque espresso dai pochi istituti che attualmente ne possiedono i requisiti, per le ragioni connesse all’avvio avvenuto dell’iter legislativo, con le integrazioni  disciplinari necessarie perché non si caratterizzi come unico indirizzo detentore delle tecniche multimediali, si propone la sua conversione in Audiovisivo e Scenografia.


  1. -Al fine di dotare di efficacia formativa il suddetto indirizzo, per la parte che attiene alla Scenografia, si propone nel secondo biennio e nel 5° anno una configurazione disciplinare e oraria più congruente. Come ad esempio Tecniche pittoriche e scultoree per l’allestimento scenografico e lo spettacolo.


  1. -Per dotare di un supporto tecnico-scientifico adeguato gli apprendimenti connessi alla Tutela e valorizzazione del patrimonio artistico ed all’indirizzo Architettura Design Ambiente si propone l’attivazione della Chimica dei materiali per l’Arte nel secondo biennio e 5° anno.


  1. -Al fine di individuare in modo più aggiornato e coerente gli obiettivi ed i contenuti disciplinari afferenti all’indirizzo Arti Figurative, si propone la denominazione Arti visive pittoriche e plastiche.


  1. -Per tutte le ragioni elencate necessarie al conseguimento delle finalità educative e formative specifiche, in base all’esperienza sedimentata nell’ambito dell’istruzione secondaria artistica con un monte orario decisamente più congruo, contenendo a 35 ore il monte orario del secondo biennio e del 5° anno, si ritiene necessario almeno elevare di un’ora il monte orario del 1° biennio. ( da 34 a 35 ore).


Particolarmente destabilizzante permane, così come espressamente denunciato nel Documento Unitario, la previsione di passaggio al nuovo ordinamento, “A partire dalle prime e seconde classi funzionanti nell’anno scolastico 2010/2011” contenuto all’art.13 dello Schema di Regolamento approvato il 12 giugno.

La coerenza del Piano dell’offerta formativa, del progetto didattico-organizzativo, dell’azione di orientamento, nonché della continuità didattica nell’insegnamento e nell’apprendimento risulterebbero stravolti con danno anche alle attese legittime degli alunni e delle loro famiglie.


Gravano ancora di più le riserve relative alle previsioni contenute nel suddetto articolo laddove:

  1. -nell’incardinare il nuovo ordinamento sui precedenti, le strumentazioni e le professionalità

         necessarie all’attivazione dei percorsi previsti fossero assenti o incomplete;

  1. -le strumentazioni e professionalità disponibili dentro gli Istituti risultassero sovradimensionate rispetto alle previsioni di utilizzo;

  2. -le strutture architettoniche faticosamente adattate ad un percorso previgente dovessero

          trovarsi inadeguate ed economicamente non sorrette per l’adattamento al nuovo.


Nel sottoporre alla Vostra attenzione queste osservazioni, auspichiamo che lo svolgimento del percorso  legislativo possa consentire una riflessione ponderata e approfondita sulle drammatiche conseguenze occupazionali e professionali, non meno che disciplinari e didattiche, per il personale precario e per quello a tempo indeterminato della scuola, derivanti dall'applicazione dell'articolo 64.


In particolare, per i riflessi che queste potrebbero produrre nell’ambito dell’Istruzione Artistica, nella definizione del piano di studi del nuovo Liceo Artistico, riteniamo  indispensabile che sia raccolto il contributo critico e propositivo di tutti gli interlocutori del settore, soprattutto se coordinati e rappresentati democraticamente, perché, nell’interesse esclusivo del bene pubblico, coloro che dovranno costruire la riforma e coloro che la dovranno mettere in atto dentro gli Istituti possano riconoscere e valorizzare nel nuovo assetto organizzativo il patrimonio pedagogico, disciplinare e didattico radicato nella  tradizione dell’educazione e formazione per l’Arte.


                    Coordinamento Istruzione Artistica Nazionale                    



Uscite tutte le tabelle:

Classi di concorso e insegnamenti


Sono presenti ancora errori, ci siamo abituati. Per il resto no comment.


Allegato A - Nuove Classi concorso

Classi concorso/Insegnamenti




Profilo in uscita frammentato, senza equilibrio e discriminatorio.

Nel comunicato stampa del riordino dei licei, presente nel sito del MIUR, si legge quanto segue:


  1. arti figurative - a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di cogliere i valori estetici nelle opere artistiche ed individuare le problematiche estetiche, storiche, economiche, sociali e giuridiche connesse alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici e culturali;

  2. architettura, design, ambiente - a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di conoscere e utilizzare i codici della comunicazione visiva e audiovisiva nella ricerca e nella produzione artistica, in relazione al contesto storico-sociale;

  3. audiovisivo, multimedia, scenografia - a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di impiegare tecnologie tradizionali e innovative nella ricerca, nella progettazione e nello sviluppo delle proprie potenzialità artistiche.


Aldilà dell’errore di collocazione delle finalità tra l’Architettura e l’Audiovisivo, è interessante (e inquietante) notare che le parole ricerca, tecnologie tradizionali e innovative e potenzialità artistiche sono presenti soltanto negli ultimi due indirizzi. L’indirizzo Arti Figurative, già penalizzato dalla sua denominazione, viene “limitato” alla catalogazione e al rilievo dei beni culturali; l’indirizzo che accoglie due dei più importanti medium artistici (Pittura e Scultura), dei quali il ministero e i relativi “tecnici” non hanno valutato i connotati contemporanei, non prevede la creatività e la ricerca, tanto meno la progettualità e il concetto.

Tra l’altro, la finalità relativa alle Arti Figurative, corrisponde esattamente al primo punto del Profilo Educativo, Culturale e professionale del Liceo Artistico (punto del quale dichiaravamo l’assoluta inesistenza nei fatti), gli altri punti sono totalmente disattesi da questa finalità:

- conoscere e utilizzare i codici della comunicazione visiva e audiovisiva nella ricercae nella produzione artistica, in relazione al contesto storico-sociale;

- conoscere e padroneggiare tecniche grafiche, pittoriche, plastiche e architettoniche ecollegarle con altri tipi di linguaggio studiati;

  1. -impiegare tecnologie tradizionali e innovative nella ricerca, nella progettazione e nello sviluppo delle proprie potenzialità artistiche.


E’ questo il profilo in uscita comune a tutto il Liceo Artistico.


Tutto ciò è inaccettabile e pericoloso nonché anacronistico.

 

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ROMA

LEZIONE DI UNA PRECARIA

Proposta di riforma 

CIAN
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L'arte e la rivolta non moriranno che con l'ultimo uomo. (Fjodor Dostoevskij)

L'arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità. (Pablo Picasso)

INDICAZIONI NAZIONALI DEFINITIVE

Pubblicate le nuove indicazioni nazionali nella loro versione definitiva. Perplessità sulla struttura, presentate per ogni indirizzo con il biennio comune compreso, tanto per alimentare la non poca confusione esistente.


Liceo artistico indirizzo Arti figurative.pdf

Liceo artistico indirizzo Architettura e ambiente.pdf

Liceo artistico indirizzo Design.pdf

Liceo artistico indirizzo Audiovisivo e Multimediale.pdf

Liceo artistico indirizzo Grafica.pdf

Liceo artistico indirizzo Scenografia.pdf


CIRCOLARE ORGANICI

CIRCOLARE MINISTERIALE 37 - ORGANICI.pdf

TABELLA CLASSI DI CONCORSO/INSEGNAMENTI.doc


ACCORPAMENTO CLASSI DI CONCORSO E ABBINAMENTO AGLI INSEGNAMENTI D’INDIRIZZO RINVIATO ALL’ANNO PROSSIMO: TANTE LE INCONGRUENZE PRESENTI NELLA BOZZA!


E’ ARRIVATA. SI COMINCIA A PAGARE. MA QUANTO?




ISCRIZIONI IN RIALZO O IN CALO? SI POSSONO GIA’ CONTARE I SOPRANNUMERARI? PROBLEMI CON LA CONFLUENZA DEGLI INDIRIZZI? SITUAZIONI ANOMALE?

SCRIVI UN COMMENTO E RACCONTA LA TUA ESPERIENZA. Entra nel forum.

GLI INTERVENTI SERVIRANNO INOLTRE A CENSIRE LA SITUAZIONE NAZIONALE POST “CURA DIMAGRANTE”.


PUBBLICATE LE BOZZE DI INDICAZIONI NAZIONALI DEI LICEI

Scarica la cartella con i documenti distinti per discipline QUI.


“RIFORMA” ARTISTICO: I DOCUMENTI

Nella “tragedia” una battaglia vinta. Adesso bisogna vincere le altre!

Alcuni punti significativi.

  1. -Gli ISA, su richiesta, potranno confluire negli istituti professionali per l’industria e l’artigianato in alternativa al Liceo artistico.

  2. -Nel Liceo artistico 6 indirizzi di cui uno (design) articolato secondo i settori di produzione. Arti figurative, Architettura e ambiente, Design, Audiovisivo e multimediale, Grafica, Scenografia.

  3. -Comma 6, art. 4 del regolamento confermato: possibilità di effettuare intese con le regioni per potenziare l’offerta formativa nell’ambito dei laboratori.

  4. -Recuperata la Chimica dei materiali in 4 indirizzi su 6, in Grafica e Audiovisivo continueranno le Scienze naturali che sono state reinserite nel biennio iniziale.

  5. -Aumento di un’ora delle discipline pittoriche e grafiche nel biennio iniziale.

  6. -Aumento di un’ora di discipline artistiche in tutti gli indirizzi tranne Arti figurative nel quale viene inserita la Fisica; provvedimento che annulla le differenze nella formazione comune agli indirizzi.

  7. -Aumento di 2 ore di discipline artistiche al 5° anno.

  8. -Uniformata l’articolazione delle ore tra disciplina progettuale e laboratorio nella quasi totalità degli indirizzi, anche in funzione dell’agevolazione di classi articolate (a doppio indirizzo).

  9. -L’Audiovisivo, tolto dal biennio iniziale, recupera le ore nel triennio del relativo indirizzo.

  10. -Il laboratorio artistico potrà essere affidato a tutte le classi di concorso e relative discipline in funzione degli indirizzi attivi.

  11. -Riformulato il Profilo Educativo del Liceo Artistico e quelli per indirizzo.

  12. -Riviste le denominazioni delle discipline.


Regolamento Licei definitivo

Quadri orari licei definitivI

Profili licei definitivI

Tabella confluenze

Insegnamenti aggiuntivi licei

ASSEMBLEA REGIONALE SICILIA: RINVIO DI UN ANNO PER LA RIFORMA.


red - L'Assemblea Regionale Siciliana vuole il rinvio della riforma Gelmini.
 
Tra le motivazioni ci sarebbe la mancata pubblicazione in Gazzetta dei regolamenti attuativi della riforma della scuola secondaria superiore che  potranno pertanto essere annullati dal giudice amministrativo, facendo precipitare la scuola nel caos e questa situazione, inoltre, non ha permesso alla Regione Sicilia di mettere in atto l’integrazione formativa. 
 
Inoltre il numero dei tagli :sarebbero infatti  5.000 posti di lavoro in meno per il prossimo anno se la riforma venisse applicata, che si vanno ad aggiungere agli 11.000 che la scuola siciliana ha già perso negli ultimi 5 anni. Aumenterebbe il numero di precari della scuola,  e sarebbe a rischio anche la stabilità dei docenti di ruolo della Regione.


IN RIFERIMENTO ALLA SITUAZIONE DEI MODELLI VIVENTI

DI MARIO SUCICH

Sono il modello del liceo Artistico di Bologna dove lavoro dal 1995. Nel 1999 è stata emessa una sciagurata ordinanza che ci ha precarizzati: ricordo ancora l'assemblea dove la sindacalista della CGIL Paola Poggi

(cioè una persona che in teoria avrebbe dovuto tutelarci...) ci disse candidamente che da parte del Governo (all'epoca quello D'Alema) era emersa la precisa volontà di fare sparire la nostra categoria lasciando questa professione in balia a studentesse universitarie  che l'avrebbero fatta occasionalmente e senza alcun riconoscimento di lavoratore. Oltretutto il governo non ha mai stanziato dei fondi per dotare le scuole del danaro per pagarci. Le scuole tirano fuori i soldi dai fondi per i supplenti (come se noi che lavoriamo tutto l'anno e anno dopo anno fossimo supplenti); risultato: io devo ancora ricevere lo stipendio di dicembre!!!

Senza contare che grazie a questo contratto non abbiamo ferie, d'estate non prendiamo un soldo,

se ci ammaliamo e non andiamo a scuola non prendiamo una lira, abbiamo contributi dimezzati e di scarso valore ai fini della pensione (la famosa contribuzione separata..) e così via. Grazie signora Poggi!!

Comnque un avvocato che collabora con l'RdB Cub mi ha detto che secondo lui ci sarebbero gli estremi per denunciare quest'ordinanza come incostituzionale (perché è assurdo togliere in questo modo dei diritti a dei  lavoratori). Tra l'altro il contratto che avevamo prima era a tempo determinato: cioè se l'anno successivo non c'erano ore da assegnare ce ne andavamo a spasso e non pesavamo minimamente sull'apparato pubblico. Se dopo un pò eravamo troppo vecchi o stanchi per fare questo lavor potevamo fare la domanda per bidelli e appena si liberava un posto venivamo assunti.

Era davvero un contratto dignitoso che ci è stato iniquamente tolto. La causa costerebbe sui 750 euro circa (o poco più, dipende dal numero di udienze) e se fossimo in molti modelli a portarla avanti costerebbe davvero una fischiata a testa. Non c'è alcuna certezza di vittoria (l'avvocato mi parlava di probabilità fifty-fifty di vincerla) ma secondo me sarebbe davvero una buona occasione per tirare in ballo la questione e non è detto che un giudice coscienzioso non possa restituirci quello che sindacalisti e politici privi di coscienza ci hanno così ingiustamente tolto. La cosa paradossale è che  penso che il Governo prima del '99 non sapeva niente della nostra esistenza: mi pare sia stata proprio la CGIL a promettere di farci avere addirittura il ruolo; e credo che abbia fatto la proposta e appena il Governo l'ha vista ha detto: Cosa? Il ruolo? Ma precarizziamoli subito! E subito ad ubbidire: tanto, duecento modelli che importanza vuoi che abbiano? Non sono mica metalmeccanici o insegnanti, non sono mica persone, lavoratori, sono duecento e quindi un numero per cui non vale la pena di spendere neanche due parole. Non sono sicuro ma credo che le cose siano andate proprio così.

Scusate lo sfogo, ma chi come me vive in prima persona questa situazione sa cosa significhi vivere nel terrore di ammalarsi (perché sennò non mangi) e anche quando fai regolarmente e con grande onestà il tuo lavoro, la scuola non riesce a pagarti perché non ha fondi.

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TABELLE DI CONFRONTO

OGGI/DOMANI?

UNO SGUARDO SULLA REALTA’ DEI FATTI

Ecco alcune fra le tante tabelle di confronto tra gli attuali indirizzi, gli ordinamenti in vigore e la Riforma, attraverso le quali possiamo scoprire l’impoverimento delle discipline artistiche e di altre, in particolare la chimica, ma anche svelare la truffa delle unità orarie a 60 minuti. Chi ci “perde”, chi ci “guadagna”? E soprattutto di quale liceo stiamo parlando? Dove è finito il Profilo educativo del Liceo Artistico?


Michelangelo Pittura - Scultura/ Arti figurative

Michelangelo Pittura - Scultura/ Architettura e design

Michelangelo Rilievo e catalogazione/ Arti figurative

Michelangelo Rilievo e catalogazione/ Architettura e design

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