

















































IL SAPERE
E’ ANCHE TATTILE

85 ISTITUTI
17 REGIONI
ABRUZZO
LAS PESCARA BELLISARIO
BASILICATA
ISA POTENZA
CALABRIA
ISA CETRARO (CS)
CAMPANIA
ISA E LA AVELLINO
ISA TORRE ANNUNZIATA
ISA SORRENTO
LAS NAPOLI
ISA SALERNO F. MENNA
ISA SAN GENNARO VESUVIANO
EMILIA ROMAGNA
ISART- LAS - ISA BOLOGNA
ISA MODENA A. VENTURI
FRIULI VENEZIA GIULIA
ISA TRIESTE NORDIO
ISA UDINE SELLO
ISA GORIZIA FABIANI
ISA CORDENONS (PN) GALVANI
LAZIO
ISA TERZO ROMA
ISA MARINO
LIGURIA
ISA GENOVA CHIAVARI
LAS IMPERIA
LAS SAVONA
LAS GENOVA KLEE BARABINO
LAS LA SPEZIA CARDARELLI
LOMBARDIA
LAS MILANO CARAVAGGIO
LAS MILANO BOCCIONI
ISA - LAS MONZA
LAS MILANO BRERA
MOLISE
LAS TERMOLI B. JACOVITTI
PIEMONTE
ISA TORINO PASSONI
LAS TORINO COTTINI
LAS TORINO PRIMO
ISA SALUZZO (CN) A. BERTONI
LAS BUNIVA DI PINEROLO dell’IIS (TO)
LAS BIELLA (Class. e Ling.) G.e Q. SELLA
LAS VALENZA
ISA VALENZA B. CELLINI
PUGLIA
ISA CORATO (BA)
ISA BARI
ISA FOGGIA
ISA LECCE
ISA CERIGNOLA
LAS S. SEVERO
ISA (IISS) PARABITA (LECCE)
ISA GROTTAGLIE (TA)
SARDEGNA
LAS CAGLIARI
SEDI STACCATE:
QUARTU S. ELENA
IGLESIAS
SICILIA
LAS PALERMO CATALANO
LAS PALERMO D. ALMEYDA
LAS CATANIA E. GRECO
LAS MODICA T. CAMPAILLA (RG)
LAS TRAPANI MICHELANGELO
LAS ACIREALE (CT)
ISA PALERMO RAGUSA - KIYOHARA
ISA CEFALU’ (PA)
ISA MONREALE D'ALEO (PA)
ISA MESSINA E. BASILE
ISA MILAZZO - CAPO D’ORLANDO
IRA MAZARA DEL VALLO (TP)
ISA NOTO (SR)
IRA BAGHERIA (PA)
IRA ENNA
IRA SANTO STEFANO DI CAMASTRA (ME)
TOSCANA
LAS LUCCA
ISA CASCINA
ISA VOLTERRA
LAS CARRARA
ISA MASSA
ISA PISA RUSSOLI
ISA AREZZO
LAS FIRENZE L. B. ALBERTI
ISA PISTOIA P. PETROCCHI
ISA PIETRASANTA STAGI
SCUOLA M. ANN. ISA STAGI
LAS GROSSETO P. ALDI
TRENTINO ALTO ADIGE
ISA TRENTO
VENETO
LAS VENEZIA
ISA VENEZIA
LAS TREVISO
LAS PADOVA MODIGLIANI
ISA PADOVA SELVATICO
ISA CASTELMASSA (ROVIGO)
ISA NOVE (VI)
ISA CORTINA D'AMPEZZO (BL)
ISA VALDAGNO BOCCIONI (VI)
ISA VITT. VENETO MUNARI
ISA CITTADELLA FANOLI (PD)
ISA VERONA N.NANI
Interrogazione a risposta orale sull’Istruzione Artistica delle On.li Ghizzoni e Siragusa
Il paese dell’arte senza l’istruzione artistica.
Claudio Gabriele
Salvare l’arte e l’istruzione artistica
Salvatore Vitale


CESP
Centro Studi per la Scuola Pubblica
REGOLAMENTI LICEI APPROVATI DAL CDM - RIMANGONO MISTERIOSE ED INQUIETANTI LE MODALITA’ DI APPLICAZIONE
Sei indirizzi nel nuovo liceo artistico
In attesa di conoscere i testi definitivi dei tre regolamenti di riforma delle superiori, approvate questa mattina dal Consiglio dei Ministri, le prime anticipazioni vengono fornite dal ministero dell'istruzione che sul proprio sito (www.istruzione.it) riporta un ampio comunicato in merito.
Rispetto ai testi approvati in prima lettura prima dell'estate scorsa, per i licei artistici (uno dei sei tipi di liceo previsti dalla riforma) vi è la novità che gli iniziali tre indirizzi sono stati sostituiti da sei indirizzi distinti, "anche per facilitare la confluenza degli attuali istituti d'arte e garantire la continuità ad alcuni percorsi di eccellenza".
I sei indirizzi sono i seguenti: arti figurative, architettura e ambiente, audiovisivo e multimedia, design, grafica, scenografia.
Nel comunicato ministeriale non c'è traccia, invece, del fatto che gli istituti d'arte attuali, anziché confluire nei licei artistici, passerebbero tra gli istituti professionali. Si può ritenere, quindi, in modo attendibile, che, come già previsto nel testo dello schema di regolamento approvato in prima lettura, gli istituti d'arte saranno effettivamente inseriti nei licei artistici.
LICEO ARTISTICO: CAMBIAMENTI IN VISTA.
Sono sempre più concrete le ipotesi che indicano un cambiamento del regolamento del liceo artistico. Più indirizzi? Variazione dell’articolazione delle discipline? Fino a quando non leggeremo tutto nero su bianco sulla G.U., niente potrà essere considerato definitivo (e forse neanche allora). I tempi di attesa sono ormai sempre più brevi. Noi siamo qui. Aspettiamo e valuteremo.
IN ATTESA DEI NUOVI QUADRI ORARIO e del regolamento...

I numerosi pareri, in particolare l’ultimo della VII commissione Camera, avranno avuto effetto positivo sul regolamento che andrà in seconda lettura in Consiglio dei ministri?
Certo è che, anche se venissero apportate modifiche positive, il CIAN si impegnerà per portare avanti il progetto della rivalutazione dell’Istruzione Artistica in Italia.
Assemblea nazionale all’orizzonte...

PARERE DEFINITIVO VII COMMISSIONE: CAMBIAMENTI NEL LICEO ARTISTICO?
Ecco il passaggio riguardante i licei artistici del parere definitivo della VII commissione Camera.
11)Con riferimento al liceo artistico, si ritiene necessario separare i sub-indirizzi attualmente raggruppati negli indirizzi: arti figurative; architettura e ambiente; design; audiovisivo e multimediale; grafica; scenografia, anche al fine di preservare i passaggi tra vecchio e nuovo ordinamento e alla luce della trasformazione degli istituti d’arte in licei artistici, e tenedo conto dell’esigenza ordinamentale di riconoscere per gli istituti d’arte la possibilità di confluenza negli istituti professionali per l’industria e l’artigianato;

BOZZE UFFICIOSE IN CIRCOLAZIONE: QUALCOSA STA CAMBIANDO?

INIZIATIVE DI RESPIRO NAZIONALE DELL’ISTRUZIONE ARTISTICA IN PREPARAZIONE: SIATE PRONTI.
NOI NON CI FERMIAMO QUI.

CAMERA: SI’ A RIFORMA DELLE SUPERIORI. NO DI TUTA L’OPPOSIZIONE, COMPRESA L’UDC.
La commissione Cultura della Camera ha approvato i pareri sui tre regolamenti di riforma del secondo ciclo dell'istruzione.
Mentre la maggioranza ha votato compatta il parere proposto dalla Presidente della Commissione, Valentina Aprea, l'opposizione, invece, ha detto "no".
Per la Aprea, che sperava almeno nell'astensione, è stata una delusione, che non ha nascosto, dichiarando che è "una occasione mancata per la scuola e una sconfitta per la politica".
All'opposizione rimprovera il fatto che è stato detto no al regolamento dei tecnici e dei professionali che "contengono anche pezzi non secondari della riforma Fioroni".
Il rammarico della Presidente di Commissione è acuito dal fatto che anche l'UDC ha votato contro la riforma, per la quale, come ha ricordato Aprea, a suo tempo, relativamente ai licei morattiani, il partito di Casini aveva dato il suo appoggio.
I pareri, comunque, contengono richieste di modifica ai regolamenti come quella di partire dalle prime e non anche dalle seconde classi, di cambiare il nome dello scientifico tecnologico in informatico per evitare sovrapposizioni con un indirizzo presente nei tecnici, di favorire maggiormente la possibilità di passaggio da un indirizzo all'altro nel biennio iniziale.
PARERE CONSIGLIO DI STATO
13 GENNAIO 2010
Scarica il parere in formato pdf

CNPI - SI A CLASSI DI CONCORSO MA APPLICAZIONE DAL 2001/12
Il CNPI, chiamato ad esprimersi sulla razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento, manifesta il proprio disappunto, infatti le procedure di iscrizione degli alunni, definizione degli organici, mobilità permanente e annuale, contratti a tempo determinato, ecc. hanno scansioni temporali inderogabili, pena il regolare inizio del prossimo anno scolastico. Pronta la risposta del Ministero: nuove classi di concorso solo in organico di fatto, proroga scadenza iscrizioni per le classi prime a fine marzo.
Le osservazioni del CNPI
•chi insegnerà nelle classi di graduale riduzione del vecchio ordinamento?
•necessità di norme specifiche per le classi che, nella gradualità, rimarrebbero con i soli vecchi insegnamenti “ad esaurimento"
•salvaguardia del personale di ruolo, con mobilità verso classi per cui si possiede il titolo, anche eventualmente con processi di riconversione, e con altre forme di utilizzo definitivo, ad esempio per mobilità tra aree dello stesso comparto o, a richiesta, intercompartimentale, nei confronti del personale di ruolo che non ha titolo per altra classe di concorso.
Analoghe tutele specifiche vanno previste anche per il personale delle graduatorie ad esaurimento
Ma subito dopo aver considerato la possibilità dei corsi di riconversione, il CNPI rileva che l’insufficienza delle disponibilità finanziarie in bilancio potrebbe compromettere la qualità dell’intera operazione. Come dire, si è bocciato da solo.
Il corretto avvio dell'a.s. potrebbe essere minacciato dalla presenza di classi di due diversi organici:
nuove classi di concorso per il personale a T.I. e vecchie per le immissioni in ruolo e il conferimento delle supplenze.
Un rilievo importante, ma che ci sembra di capire possa rimanere inascoltato quello relativo alla salvaguardia della titolarità nella fase transitoria, ossia assicurare la titolarità dell'insegnante, nel momento in cui un insegnamento permane nella scuola anche se cambia la appartenenza alla classe di concorso.
Altro appunto del CNPI riguarda l'utilizzo del personale.
Come si coniuga - chiede il CNPI, raccogliendo il dubbio di molti docenti - l'obiettivo di “qualità del servizio scolastico”, con la previsione di utilizzo dei docenti in base al requisito del solo “titolo di studio”, prescindendo dal possesso dell’abilitazione, non solo tra le diverse classi di concorso della scuola secondaria di 1° e 2° grado, ma anche in altri gradi di istruzione?
Inoltre, un lavoro rigoroso e al riparo da futuri contenziosi impone " una tabella di corrispondenza tra le vecchie abilitazioni con le relative equipollenze e le nuove classi di concorso"
Questi i rilievi mossi dal CNPI, il quale esprimerà il proprio definitivo parere solo dopo essere messo a conoscenza dei tasselli mancanti, primi fra tutti i Regolamenti, attesi per la prossima settimana.
RIFORMA SECONDO CICLO:
STOP DAL CONSIGLIO DI STATO
di Reginaldo Palermo La Tecnica della Scuola, 13.12.2009
Il Consiglio di Stato chiede chiarimenti al Ministero sui tre schemi di Regolamento. Si allungano i tempi e l'avvio della riforma si allontana di nuovo.
I tempi per l’approvazione definitiva dei Regolamenti sulla scuola del II ciclo (licei, istruzione tecnica e istruzione professionale) si allungano e il rinvio della riforma di un anno è ormai molto di più che una semplice ipotesi.
Sui tre provvedimenti, infatti, mancano ancora i pareri delle Commissioni parlamentari che invece avrebbero dovuto concludere i propri lavori entro la fine di novembre.
Ma, soprattutto, c’è lo stop del Consiglio di Stato che in data 9 dicembre ha pubblicato i pareri sui singoli schemi di regolamento con una conclusione identica: “Sui punti segnalati occorre che il Ministero dell’istruzione fornisca i chiarimenti richiesti. All’esito, la Sezione si riserva la facoltà di disporre l’audizione del Capo dell’Ufficio legislativo del Ministero, nonché del dirigente generale competente all’istruttoria del regolamento”.
Per intanto il Consiglio “sospende l’emanazione del parere in attesa degli adempimenti di cui in motivazione”.
Quali sono dunque i punti sui quali il Ministero deve fornire chiarimenti?
Intanto uno è di carattere generale e riguarda le modalità di applicazione dei regolamenti.
Nella versione attuale è previsto che vengano demandati alla decretazione ministeriale le indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento, l’articolazione delle cattedre o la definizione degli indicatori per la valutazione. Il CdS fa tuttavia rilevare che un provvedimento del genere dovrebbe essere un atto avente forza di legge (ovviamente i tempi per l’adozione di un ulteriore regolamento sono ben diversi da quelli necessari per l’emanazione di un semplice decreto ministeriale).
Ci sono poi altre questioni, come per esempio quella relativa alla quota del curricolo lasciata alla decisione delle singole scuole in modo da consentire una maggiore corrispondenza alle esigenze culturali e produttive del territorio.
Il CdS chiede al Ministero di chiarire se le disposizioni contenute nei regolamenti siano state raccordate con le norme contenute nel Regolamento sull’autonomia.
E, proprio in materia di autonomia, arrivano dal Cds le “bacchettate” più pesanti: i regolamenti prevedono che le istituzioni scolastiche costituiscano dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti, per il sostegno alla didattica e alla progettazione formativa, nonché un comitato scientifico formato da docenti e da esperti esterni.
Il CdS esprime forti perplessità sulla creazione di tali organi che, invece, dovrebbe essere lasciata - sottolinea sempre il Consiglio - alla libera determinazione delle autonomie scolastiche.
Senza contare che i comitati tecnico-scientifici dovrebbero funzionare a costo zero non essendo previsto nessun gettone di presenza neppure per gli esperti esterni.
Non mancano, infine, le perplessità sulle modalità di passaggio al nuovo ordinamento, soprattutto per quanto concerne i licei e gli istituti tecnici.
“E' opportuno - sottolinea infatti il CdS - che il Ministero dell’istruzione illustri la graduazione di tale passaggio, anche con riguardo alla tutela dell’affidamento degli studenti che, trovandosi nelle situazioni di transito, subiranno una modificazione dell’iter formativo prescelto”.
LICEI, IL CONSIGLIO DI STATO BOCCIA IL FEDERALISMO CENTRALISTA DI GELMINI
di Antonio G. Paladino, ItaliaOggi 13.12.2009
Il Consiglio di stato blocca la riforma dei licei e degli istituti professionali. Le previsioni contenute nel testo dei regolamenti emanati dal ministero dell'istruzione, infatti, sembrano spingersi oltre quanto contenuto nella norma di delega. In particolare, sollevano non pochi dubbi le previsioni riguardo la quota dei piani di studio rimessa alle singole istituzioni scolastiche, soprattutto in merito a un mancato coordinamento con le norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche stesse. Manca anche una illustrazione della graduazione del passaggio al nuovo ordinamento (previsto per il prossimo anno scolastico), soprattutto sul versante della tutela degli studenti, i quali, al momento, non potranno che subire la modificazione dell'iter formativo prescelto.
Lo ha messo nero su bianco il Consiglio di stato, nel testo del parere n. 7149 del 9 dicembre scorso, con il quale ha sospeso ogni valutazione in merito allo schema di regolamento che reca la revisione dell'assetto didattico, organizzativo e ordinamentale dei licei, così come previsto dall'articolo 64, comma 4 della manovra anticrisi del 2008 (il decreto legge n. 112). Palazzo Spada ha sollevato non poche perplessità sull'impianto contenuto nel testo del regolamento di riforma dei licei presentato dal dicastero retto da Mariastella Gelmini (e, con le stesse motivazioni, ha sospeso altresì ogni considerazione sui regolamenti inerenti la riforma degli istituti tecnici e quelli professionali), soprattutto ha rilevato che «non è chiaro se il testo predisposto dal ministero si mantenga nei limiti della delega».
C'è un punto critico. La norma di delega prevede espressamente la «sola ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei diversi piani di studio e relativi quadri orari». Ma, ad avviso di Palazzo Spada, il testo del regolamento invece, «sembra spingersi ben oltre la mera razionalizzazione dei piani di studio e degli orari», in quanto contiene disposizioni che eccedono tale ambito in senso stretto. Ecco perché, il Consiglio di stato impone a viale Trastevere un chiarimento «indicando su quale base abbia proceduto all'estensione dell'oggetto di delega e se le finalità di contenimento della spesa e di razionalizzazione delle risorse umane e strumentali giustifichino l'ampia revisione operata». In particolare, sotto la lente del collegio è passato l'articolo 10 del regolamento di riforma, quello che stabilisce che la quota dei piani di studio rimessa alle singole istituzioni scolastiche nell'ambito degli indirizzi definiti dalle regioni, non può essere superiore al 20% del monte ore complessivo nel primo biennio, al 30% nel secondo biennio e al 20% nel quinto anno. Su questo punto, Palazzo Spada ha sottolineato che il ministero deve chiarire se tale previsione sia stata coordinata con le norme (il dpr n. 275/1999) riguardanti l'autonomia delle istituzioni scolastiche.
Altro punto che cozza con l'autonomia delle istituzioni scolastiche riguarda la previsione (regolamentare) di costituire i «dipartimenti per il sostegno alla didattica e alla progettazione formativa» e il comitato scientifico con funzioni consultive per l'organizzazione e l'utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità. Su questo punto, Palazzo Spada è perplesso. Queste regolamentazioni sono estranee all'ambito della delega, piuttosto, «sarebbe più coerente con l'obiettivo di realizzare l'autonomia, lasciare alle istituzioni scolastiche la scelta in merito all'opportunità di istituire tali organi». Infine, perplessità sul graduale passaggio al nuovo ordinamento. Palazzo Spada stigmatizza che la confluenza dei percorsi liceali e delle sperimentazioni avvenga, per così dire a scatola chiusa.
NUOVE CLASSI DI CONCORSO
SCUOLA SECONDARIA II GRADO,
A CHE PUNTO SIAMO?
Lalla, da Orizzonte scuola 12.12.2009
A poche settimane dall'avvio delle operazioni di mobilità per l'a.s. 2010/11, nulla ci è dato sapere sul destino delle classi di concorso delle scuole secondarie di II grado, nonostante le organizzazioni sindacali assicurino che i lavori proseguono con il loro massimo impegno.
L'ultima bozza del riordino delle classi di concorso risale al 30 settembre 2009.
Ma da allora sembra siano cambiate molte cose, infatti i funzionari del ministero hanno trasmesso una nuova bozza ai sindacati, comprensiva dei rilievi mossi dal CNPI. L'apertura del tavolo ministero - sindacati per le nuova classi di concorso è stata annunciata per il 9 dicembre u.s., ma di questo incontro non si ha alcun riscontro da parte dei sindacati.
Non diciamo che sarebbe auspicabile conoscere la bozza di lavoro (troppa grazia, i docenti potrebbero diventare consapevoli del loro destino!), ma conoscere almeno gli esiti dell'incontro (se c'è stato), ci sembra il minimo. Invece nulla, i sindacati tacciono e le ipotesi fioccano:
Intanto lo Snals annuncia, tramite il vice segretario nazionale prof. Achille Massenti, il proprio impegno per ottenere la salvaguardia delle attuali titolarità indipendentemente dalla diversa attribuzione delle ore di insegnamento e l’entrata in vigore delle modifiche a partire dall’a.s. 2011/2012.
Le ipotesi proposte dal Ministero sono invece:
•opzione fra gli insegnamenti tradizionali con una scelta più limitata e quelli relativi alle classi di concorso con ambiti allargati
•eventuali corsi di riconversione
•possibilità di autoformazione
Possibilità che nei pensieri del ministero dovrebbero essere poste in pratica già dall'a.s. 2010/11, a partire dalle prime classi.
Ad oggi però non ci è dato sapere quali saranno le classi di concorso con il maggior numero di docenti soprannumerari (perchè di questo si parla).

NUOVE CLASSI DI CONCORSO,
PER INSEGNARLE SI PENSA ALL’AUTOFORMAZIONE
di A.G. La Tecnica della Scuola, 8.12.2009
L’ipotesi riguarda quei docenti di ruolo soprannumerari che già insegnano nello stesso ambito di materie. L’alternativa potrebbe essere nei corsi full immersion. Il vero problema è che non potrebbero abilitarsi perché privi del titolo utile. Il Miur ne parlerà coi sindacati il 9 dicembre.
Organici diversi tra le prime classi che adottano la riforma delle superiori e le ultime che mantengono l’attuale assetto; pubblicazione tardiva, rispetto alla tradizione, dei movimenti dei docenti della scuola secondaria superiore; allargamento degli attuali ambiti disciplinari d’insegnamento per i docenti che si ritroveranno in soprannumero, attraverso un riconversione full immersion o una sorta di autoformazione assistita. Sono queste alcune delle proposte che il Miur porrà ai sindacati quando il 9 dicembre si siederanno attorno al tavolo tecnico sulla mobilità del prossimo anno scolastico: la trattativa si presuppone impegnativa perché peserà in maniera sostanziosa la non facile gestione delle nuove classi di concorso della scuola secondaria superiore.
Rispetto agli ultimi anni, quando il Ccni di mobilità, veniva sostanzialmente replicato, salvo qualche lieve modifica-adattamento, quest’anno il testo subirà quindi importanti variazioni. In questi giorni il Miur dovrebbe aver anche fornito ai sindacati una prima bozza su cui discutere, comprensiva delle osservazioni già fatte nelle scorse settimane dal Cnpi.
È ovvio che l’esito dipenderà molto da quello della secondaria superiore: se è vero che il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, continua infatti a dare per scontata la sua applicazione, non è altrettanto ancora chiaro quali saranno le materie che maggiormente verranno più sacrificate e, di conseguenza, produrranno un numero maggiore di soprannumerari. Molto dipenderà, in ogni caso, da quanto le due parti (amministrazione e sindacati) riusciranno a venirsi incontro su un punto: l’allargamento delle materie di potenziale insegnamento. È chiaro che viale Trastevere intenda rendere il “ventaglio” il più ampio possibile: in modo da collocare più facilmente il docente rimasto senza cattedra e, nel contempo, riempire preziosi buchi in organico. In caso contrario, mantenendo le attuali classi di concorso, gli Usp, pur con dei docenti di ruolo da dover “piazzare” perché rimasti privi di cattedra, sarebbero costretti a chiamare i supplenti. Un’operazione che visti i tempi di recessione viene considerata una spesa aggiuntiva da evitare.
Ma moltiplicare le abilitazioni ora in possesso dei nostri docenti potrebbe alla lunga rappresentare una mossa poco lungimirante: non basta, infatti, aver svolto un esame all’università per essere in grado di conoscere ed insegnare una determinata materia. Soprattutto perché per decenni ai docenti è stata sbarrata la strada ad insegnamenti similari solo per non aver svolto dei rigidi e inderogabili piani di studi all’Università.
Ora però la strada dell’autoformazione rappresenterebbe un toccasana per le casse dello Stato. Ma anche, aggiungiamo noi, un mandare allo sbaraglio dei docenti senza accertarsi se siano in grado effettivamente di farlo. Anche perché laddove la risposta fosse negativa, qualora l’insegnante non si dimostri all’altezza della situazione, le vere vittime sarebbero ancora una volta gli utenti primi della scuola: gli studenti.

LETTERA ALLA CABINA DI REGIA DI UNA STUDENTESSA DEL LAS SAN SEVERO (FG)
Sono Sabrina una studentessa del Liceo Artistico di San Severo,(FG) e parlo a nome della mia classe a riguardo della riforma Gelmini, che prevede di ridurre le ore scolastiche a danno di quelle artistiche, come quelle dei laboratori (nonostante siano già poche) ed inoltre di trasformare le scuole d’arte in qualcosa di completamente diverso dalla loro reale natura che si cerca di stravolgere senza dare spiegazioni e giustificazioni valide e convincenti. Non abbiamo mai trovato queste motivazioni pur cercandole in ogni luogo , vorremmo che qualcuno ce le faccia conoscere. Per tutto quello che sta accadendo , noi, i ragazzi della 2° A abbiamo discusso del problema e abbiamo avviato un percorso di auto-informazione e acculturamento per raggiungere una coscienza maggiore e non restare assenti in questo momento delicato e difficile per le nostre scuole. Noi ci sentiamo solidali verso tutti gli istituti d’Arte e Licei Artistici italiani e stiamo avviando azioni di contestazione attraverso striscioni e volantinaggio per dare vita alla nostra contestazione ed esprimere il nostro pensiero pur continuando a fare regolarmente lezione e nel rispetto delle regole scolastiche, anche se incontriamo forme di strana opposizione alle nostre iniziative da parte di alcuni docenti che non sembrano sentire questo grave peso. Pertanto chiediamo la collaborazione di chiunque all’interno di questa problematica ci aiuti a crescere in questa coscienza. Un invito particolare viene rivolto agli istituti d’arte di Foggia, Sannicandro e Cerignola per stabilire una canale di comunicazione e per attivare degli interventi culturali in merito alla questione. Spero in una vostra collaborazione.
FORUM STUDENTI
LA PAROLA AGLI STUDENTI DEI LICEI ARTISTICI E DEGLI ISTITUTI D’ARTE

AUDIZIONE CIAN IN VII COMMISSIONE

L’audizione svoltasi martedì 24 novembre, presso l’aula della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio, è stata contraddistinta dalla compresenza di altre cinque delegazioni di coordinamenti, associazioni e rappresentanze varie degli istituti tecnici, psicopedagogici, dell’area matematica, scientifica e storica.
Alla presenza della Presidente, On.le Valentina Aprea e di una rappresentanza, piuttosto esigua, dei partiti dell’arco parlamentare, in seduta congiunta dalle 11,00 alle 13,30, si è svolta l’audizione per la quale abbiamo prodotto e consegnato una memoria scritta e copia della Proposta CIAN di modifica dello Schema di regolamento presentato al MIUR nel luglio scorso.
Con un tempo utile di 10 minuti circa per relatore, si è dovuto “provare” ad esporre, con quale efficacia si può immaginare, le rispettive differenti istanze.
Quasi tutti gli interventi hanno posto in evidenza l’arbitrarietà di scelte presenti nella riforma della scuola superiore a discapito dei profili generali degli istituti, degli ambiti disciplinari, dei tempi della didattica, delle professionalità e dell’organizzazione complessiva.
A fronte delle legittime osservazioni e analisi critiche manifestate dai vari relatori si è sottolineato da parte del CIAN la scarsa rilevanza che, anche in questa occasione, si è attribuita a quella che attualmente rappresenta nell’ambito dei licei il terzo settore formativo e più in generale il ruolo che l’istruzione artistica meriterebbe nei processi educativi per la valorizzazione della cultura ed il patrimonio, così come autorevolmente confermato dal Parlamento europeo.
Si è messa in risalto la contraddizione fra le alte finalità del profilo educativo e gli indirizzi con i relativi quadri orari previsti, fortemente penalizzati e penalizzanti.
Così pure la sottovalutazione degli effetti prodotti dai nuovi tre indirizzi rispetto agli assetti ordinamentali esistenti, la precarizzazione delle professionalità aggravata dall’accorpamento delle classi di concorso probabilmente in misura superiore alle previsioni.
Tra i deputati presenti si è preso atto delle criticità emergenti, dal banco dell’opposizione sull’iter della riforma si è detto di “… una strada alla rovescia: prima i “soldi”, poi “i quadri orari” e poi i profili educativi…”. Si è fatto cenno, un po’ genericamente, anche alla esiguità del tempo dedicato all’attività laboratoriale.
I pareri degli esponenti della maggioranza concordano sulla importante opportunità offerta da questa riforma (a costo pure di una necessaria soprannumerarietà) che, nel comprimere le quantità orarie, intende esaltarne il “potenziale qualitativo”.
L’attenzione, gentilmente frettolosa e sbrigativa, manifestata dalla presidenza a fronte del peso specifico dei rilievi sollevati dai relatori ha rafforzato il convincimento che l’iter della riforma potrebbe proseguire senza deviazioni sensibili o arresti.
A fronte del consueto trionfalismo auto celebrativo con cui il Ministro annuncia un giorno dopo l’altro il prossimo varo della riforma, restano agli atti, ampiamente documentate, le molteplici severe riserve e richieste di rinvio non solo del CIAN, ma anche quelle già espresse da importanti settori dell’associazionismo dei docenti, ADI, CIDI, ecc., del sindacato, Cobas, Gilda, Cgil-flc.
Restano altresì, come testimonianza di una valutazione critica, in qualche caso di dissenso, i documenti ufficiali obbligatori per l’emanazione del decreto: i Pareri, prodotti tra luglio ed ottobre dal CNPI, dalla Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome, e dalla Conferenza Unificata.
In attesa di un incontro assembleare ravvicinato nel quale concordare le iniziative più appropriate per proseguire le iniziative del CIAN, vi invitiamo a consultare spesso il sito.
Un sentito grazie a tutti coloro che partecipano a questo confronto con le Istituzioni per difenderne dalla svendita i propri tesori.
MEMORIA SCRITTA CIAN AUDIZIONE VII COMMISSIONE.pdf

LICEI: PARERE NEGATIVO PER TUTTI TRANNE LOMBARDIA, VENETO E MOLISE
"Complessivamente è un passo in avanti". Questo è il commento del ministro Gelmini, al termine della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza unificata che si sono tenute oggi presso il Ministero per i rapporti con le Regioni.
Le Regioni hanno dato parere favorevole sull'istruzione tecnica e proposto alcuni emendamenti sull'istruzione professionale, mentre per quanto riguarda i licei, lo stesso ministro ha riferito che la Conferenza delle Regioni si è spaccata nel senso che le Regioni di centrodestra hanno dato parere favorevole e quelle di centrosinistra parere contrario. Ma "la riforma della scuola superiore entrerà in vigore nel 2010", ha detto il ministro Gelmini, "e questa è la vera notizia".
"Sulla riforma dei licei", ha precisato a sua volta il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, "le Regioni hanno votato a maggioranza e hanno dato parere negativo. Hanno votato a favore la Lombardia, il Veneto e il Molise".
Durante la riunione di oggi si è toccato anche il complesso tema del precariato. "Su questo tema", ha detto Errani, "c'è stato un rinvio perchè crediamo che i criteri nazionali debbano realizzare una non disparità fra precari. Questo decreto, inoltre, scarica indebitamente sulle Regioni il tema. Di questo dobbiamo discutere con il Governo".

RIFORMA TECNICI: MEZZO OK
Ma sui licei regioni di centro-destra e di centro-sinistra sono spaccate. Difficoltà sulla riforma dei professionali. Tutto bene, invece, per le sezioni primavera. C'è attesa per le decisioni finali della Conferenza unificata.
Dopo tre mesi di stallo si dovrebbero finalmente risolvere le numerose questioni relative alla scuola sulle quali la Conferenza Unificata deve dare il proprio parere.
Nella mattinata del 29 ottobre la Conferenza delle Regioni, di cui fanno parte appunto solo le Regioni e che rappresenta una sorta di “preparazione” alla seduta plenaria di cui fanno parte anche il Governo e i rappresentanti di Comuni, Province e Comunità Montane, si è espressa su diversi punti.
Superato ogni ostacolo in materia di sezioni primavera che potranno così prendere il via già nelle prossime settimane.
Per quanto riguarda invece i regolamenti di licei, istituti tecnici e professionali i pareri sono più articolati.
In pratica le Regioni sono nettamente divise: sui licei il parere delle regioni di centro-sinistra è negativo, mentre è favorevole quello delle regioni di centro-destra.
Parere favorevole sui tecnici anche se con qualche divergenza; sui professionali il parere è infine negativo.
Per tutte le questioni che attengono l’attuazione del titolo V della Costituzione le Regioni intendono chiedere un rinvio, mentre sulla partita del dimensionamento della rete scolastica (sulla questione Governo e Regioni si erano impegnati a sottoscrivere una intesa entro il giugno del 2009) le regioni propongono l’apertura di una tavolo tecnico-politico con il Ministro.
Adesso si è in attesa delle decisioni della Conferenza unificata che nella serata del 29 deve decidere in via definitiva.

LA REGIONE TOSCANA CHIEDE DI RINVIARE LA RIFORMA DELLA SECONDARIA
L'assessore regionale toscano all'istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini ha deciso di scrivere una lettera al ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini per chiedere il rinvio di un anno dell'entrata in vigore del nuovo ordinamento per licei, istituti tecnici e professionali.
L'iniziativa è stata presa al termine di un incontro al quale sono stati chiamati, oggi in Regione, i rappresentanti di insegnanti, genitori, Province e Comuni per fare il punto della situazione, in attesa della prevista riunione della conferenza Stato Regioni che dovrebbe riaprire un dialogo fino ad oggi interrotto.
''Siamo in una fase di impasse istituzionale - ha detto l'assessore Simoncini - e per questo ci auguriamo che si possa finalmente riaprire un canale di dialogo. Comunque vada la discussione a livello nazionale, già oggi emerge un forte disagio nel mondo della scuola ed è di questo disagio e di queste incertezze che ci facciamo portavoce nel chiedere, intanto, un rinvio''.
FIRENZE - Una lettera al ministero dell'Istruzione Maria Stella Gelmini per chiedere il rinvio di un anno dell'entrata in vigore del nuovo ordinamento per licei, istituti tecnici e professionali, previsto dalla riforma della scuola varata dal governo e definito da una serie di regolamenti che ancora non sono stati discussi dalla conferenza unificata governo regioni. Lo ha proposto l'assessore all'Istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini al termine di un incontro al quale sono stati chiamati, ieri in Regione, i rappresentanti degli insegnanti, dei genitori e di Province e Comuni per fare il punto della situazione, in attesa della prevista riunione della conferenza stato regioni che dovrebbe riaprire un dialogo fino ad oggi interrotto. "Siamo in una fase di impasse istituzionale ha detto l'assessore Simoncini - e per questo ci auguriamo che si possa finalmente riaprire un canale di dialogo. Comunque vada la discussione a livello nazionale, già oggi emerge un forte disagio nel mondo della scuola ed è di questo disagio e di queste incertezze che ci facciamo portavoce nel chiedere, intanto, un rinvio" . Le novità contenute nei regolamenti, pur non essendo ancora stati oggetto di confronto con le Regioni, richiederebbero infatti di essere inserite nella programmazione della rete scolastica che la Regione deve chiudere, come ogni anno, entro il 31 dicembre. Oltre a problemi di natura organizzativa, l'entrata in vigore fin dal prossimo anno scolastico 20102011, rischierebbe di creare problemi alle famiglie, costrette a iscrivere i ragazzi alle superiori già da febbraio, senza alcuna certezza sulla prosecuzione o meno del tipo di indirizzo prescelto. Se resta la sud d i visione fra licei, istituti tecnici e professionali, i regolamenti mettono mano e riorganizzano gli indirizzi esistenti, facendoli confluire nei diversi tipi di scuola. Questo apre problemi anche per gli insegnanti, che si ritroverebbero a dover insegnare materie diverse senza adeguata preparazione.

Il SEGRETARIATO GENERALE DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA RISPONDE AL CIAN
Lettera al Presidente della Repubblica Italiana

In attesa... di un vero riscontro.
PROSEGUE IL DIALOGO DEL CIAN CON IL MIUR
10 luglio 2009
Il coordinamento, accolto dal Ministero, espone la Proposta di modifica allo Schema di Regolamento

L’incontro avvenuto il 17 giugno tra i delegati CIAN/CESP ed il Capo Dipartimento Istruzione, Dott. Cosentino, ha consentito di attivare, dopo mesi di sostanziale isolamento della Scuola dai processi di elaborazione della Riforma dei Licei, una fase insperata di ascolto e confronto con i Dirigenti tecnici ministeriali e quindi di presentare, le considerazioni critiche e le riflessioni raccolte nel Documento Unitario prodotto a seguito del Convegno Nazionale CIAN/CESP tenutosi a Roma il 5 giugno scorso e pubblicato dall’8 giugno sul Sito.
La disponibilità all’apertura di un canale comunicativo tra il MIUR ed il CIAN si è manifestata nel passaggio dalla possibilità per i delegati nazionali CIAN/CESP di motivare i punti di criticità individuati nella riforma dei Licei, approvata in prima lettura dal Consiglio dei Ministri il 12 giugno, ad una richiesta esplicita per una proposta che, pur vincolata ai paletti del Dlgs. 226 del 2005 e dell’art. 64 della L.133 del 2008 e pertanto ancorata al riferimento dei Piani degli Studi presenti nello Schema di Regolamento, manifestasse tecnicamente le istanze già discusse sul Documento Unitario.
Con un tempo utile di venti giorni assegnato per la formulazione della proposta, i coordinatori delegati hanno sviluppato per due settimane, (nel pieno corso delle operazioni relative all’Esame di Stato), una serrata consultazione, necessariamente ristretta ai singoli referenti CIAN di quasi tutte le regioni, per tradurre con una proposta strutturata le osservazioni contenute nel suddetto Documento Unitario nei limitati margini operativi imposti dai provvedimenti interministeriali.
Venerdì 10 luglio, i delegati del CIAN sono stati ascoltati in viale Trastevere presso il Ministero dell’Istruzione, dal Dott. Luciano Favini, Dirigente con funzioni Tecniche per la Progettazione e il Supporto dei Processi Formativi e dalla Dott.ssa Anna Rosa Cicala, Ufficio II dirigenziale di supporto con il Capo Dipartimento, sulla Proposta di modifica dello Schema di Regolamento presentata attraverso un documento articolato con una riformulazione dei Piani degli Studi.
Il dott. Favini e la Dott.ssa Cicala, nel riconoscere ed apprezzare la consistenza ed il grado di approfondimento della Proposta di modifica del CIAN, rispetto alla quale hanno assicurato la revisione critica del documento da parte dello staff tecnico del Ministero, hanno comunicato la loro intenzione di sottoporre il documento al CNPI in questa particolare fase di prossima presentazione del Parere tecnico.
Si riporta di seguito il testo integrale di premessa con cui è stata introdotta nelle linee generali e nelle articolazioni più specifiche la Proposta di Modifica dello Schema di Regolamento consegnata il 10 luglio scorso ai Dirigenti Tecnici del Ministero dell’Istruzione.
Scarica la Proposta di Modifica CIAN in PDF Luglio 2009
Scarica il Documento Unitario CIAN
Scarica la sintesi del Documento Unitario

Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
all’attenzione del Capo Dipartimento
Dott. Giuseppe Cosentino
e
del Dirigente con funzioni Tecniche per la Progettazione e il Supporto dei Processi Formativi
Dir. Tecnico Luciano Favini
e
dell’Ufficio II dirigenziale di supporto con il Capo Dipartimento
Dott.ssa Anna Rosa Cicala
Oggetto: Riordino dei Licei, nuovo Liceo Artistico e Coordinamento Istruzione Artistica Nazionale.
La recente approvazione del Consiglio dei Ministri in prima lettura dello Schema di Regolamento recante “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei” segna un primo passaggio formale dell'iter legislativo con il quale si modificherà per i prossimi anni il profilo di questo importante segmento educativo e formativo della scuola media superiore.
È consapevolezza ormai diffusa, anche fra gli operatori della scuola, che la decisione di ridurre di ulteriori 8,5 miliardi di euro le risorse per l'Istruzione Pubblica, inciderà in profondità nell'intero sistema amministrativo, organizzativo, occupazionale.
È tuttavia obbligo fondamentale per i responsabili delle scelte tecniche finalizzate a questa trasformazione, che siano compiuti tutti gli sforzi necessari a tutela e garanzia dei processi della didattica e dell’apprendimento.
Il progetto con cui si ridisegnano i Licei investe in modo particolare l'Istruzione Artistica, tradizionalmente rappresentata da circa un secolo in modo peculiare per il nostro paese dai Licei Artistici e gli Istituti d'Arte, con l’obiettivo di raggiungere i limiti imposti dall'articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008 n.112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n.133 e dai riferimenti specifici contenuti del Decreto legislativo n.226 del 2005.
L'esito della confluenza dei due Istituti attuali in una realtà liceale unica, seppure rispondente alle richieste di semplificazione e razionalizzazione, dall’analisi dei Piani di studio approvati in prima lettura dal Consiglio dei Ministri, sollecita gravi incertezze sulla loro congruenza rispetto ai processi formativi collaudati e consolidati dall'esperienza didattica.
In questo specifico ambito il Coordinamento dell'Istruzione Artistica Nazionale, costituitosi alla fine del 2008 per spontanea iniziativa di Docenti e Dirigenti Scolastici con l'obiettivo di costruire per la prima volta un dialogo stabile e costruttivo fra tutti gli istituti artistici del territorio nazionale, facendosi carico di tutte le difficoltà di questa interlocuzione, della complessità di mettere al vaglio ipotesi e posizioni differenti rispetto alla Riforma, ha cercato di realizzare un percorso condiviso in grado di gettare un ponte tra le due sponde costituite dalle scuole di Istruzione Artistica ed il Ministero dell’Istruzione.
Il supporto progettuale ed organizzativo del Centro Studi per la Scuola Pubblica, CESP, nella realizzazione di Convegni a Palermo, Venezia, Corato (Bari), Padova, Roma, a cui si affiancano quelli di Napoli, Torino, Genova, promossi autonomamente dagli Istituti artistici ed ancora la costituzione del sito www.istruzioneartistica.it che ha raccolto la molteplicità degli apporti disciplinari, professionali, le riflessioni, elaborazioni, documenti, nell’insieme hanno dato vita alla rete con cui si sono confrontati e continuano a confrontarsi circa 90 Istituti di 17 regioni, raccogliendo finora 8600 adesioni dal mondo della cultura, dell’Arte, della Scuola, e dell’Università.
Da questi presupposti, il Documento Unitario CIAN / CESP scaturito dal Convegno Nazionale di Roma del 5 giugno e pubblicato nel Sito, pone in evidenza allarmata la distanza mantenutasi per mesi tra la Scuola e l’elaborazione del progetto ministeriale del nuovo Liceo Artistico. Di esso la Scuola ha potuto prendere atto dalle bozze di riforma senza che abbia potuto contribuire ad orientarne il disegno, se si esclude l’apporto del gruppo ristretto di Dirigenti Scolastici ai quali è stata attribuita dal Ministero l’interlocuzione privilegiata nell’istruire il processo riformatore.
Il Documento unitario, nel denunciare alcune delle discrasie presenti nello Schema di Regolamento approvato il 12 di giugno, sottolinea la necessità di pervenire ad un confronto più diretto con gli operatori dell’Istruzione Artistica “…affinché sia realizzato” così come auspicato dal Ministro Gelmini nella Premessa allo Schema di Piano Programmatico del MIUR, un “disegno organico ed un intervento riformatore unitario e condiviso...”.
Solo il recente incontro svoltosi alla Vostra presenza presso il Ministero, ha consentito ai delegati del CIAN di verificare l'esistenza di una disponibilità ad ascoltare e considerare, seppure in una fase già avviata di formalizzazione, le osservazioni critiche e le proposte tecniche scaturite dal vaglio di una molteplicità di istanze provenienti dal mondo della Istruzione Artistica.
I delegati del CIAN hanno apprezzato l’opportunità di esporre le considerazioni e le proposizioni contenute nel Documento Unitario. Nel corso del confronto dialettico con Voi si è convenuto sulla specifica complessità di questo settore dell'Istruzione e la conseguente necessaria cautela nell'assumere decisioni e schemi di lavoro che potrebbero penalizzare irreversibilmente gli esiti riformatori. Si è quindi affermata l'esigenza di considerare nella prosecuzione dell’iter, anche quanto, attraverso il CIAN, emerge da parte del mondo degli Istituti artistici.
Consapevoli del grave condizionamento imposto dai motivi di contenimento della spesa statale che, influendo nella riduzione del monte ore (diversamente previsto dal Dlsg.226 del 2005, con 36 ore al I biennio e 38 negli anni successivi), incrementando il numero di alunni per classe, riducendo il personale scolastico, determinerà ricadute negative sui percorsi riformistici della scuola pubblica italiana, i referenti CIAN, nei giorni successivi all’incontro presso il Ministero, hanno comunque intensificato il dibattito su scala nazionale per giungere in tempi contenuti alla presentazione di una proposta dei Piani degli Studi articolata sia in considerazione dei vincoli normativi vigenti sia delle istanze presentate nel Documento unitario.
In estrema sintesi è possibile anticiparne alcune delle caratteristiche salienti nelle seguenti proposizioni:
-Nell’assumere come criterio ispiratore centrale per la formulazione dei Piani degli Studi il conseguimento complessivo del Profilo educativo, culturale e professionale dello studente all’interno dei percorsi formativi degli indirizzi, si propone una configurazione oraria più bilanciata fra le discipline dell’area di base e quella di indirizzo.
-All’interno dei diversi indirizzi, per la medesima finalità di formazione liceale artistica unitaria, si propone una integrazione essenziale delle discipline che concorrono all’acquisizione delle competenze grammaticali e sintattiche dei linguaggi artistici, come ad esempio, delle Discipline Geometriche nel secondo biennio e 5° anno all’interno del I indirizzo.
-Al fine di tutelare i percorsi didattici, disciplinari, finora positivamente collaudati e ampiamente diffusi nei LAS e negli ISA, in armonia con il primo punto del Pecup, (Allegato “A” dello Schema di Regolamento) si propone nell’ambito dell’attuale indirizzo Arti figurative, l’opzione Tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, con apposita configurazione dell’articolazione oraria e disciplinare nel triennio.
-Per rispondere alle esigenze di orientamento e propedeuticità tra i diversi indirizzi, a differenza di quanto viene previsto dalla Tabella “A” del Regolamento sull’accorpamento delle classi di concorso, nel primo biennio, nell’ambito delle ore di Laboratorio, si propone la possibilità di attribuire l'insegnamento dell'attuale Laboratorio artistico a tutte le classi di concorso previste negli indirizzi del nuovo Liceo Artistico. In considerazione di quanto detto si propone la nuova denominazione "Laboratorio propedeutico".
-Al fine di equiparare le opportunità formative dei differenti indirizzi pur nelle rispettive caratterizzazioni si propone un bilanciamento trasversale degli orari destinati ai laboratori e tra gli stessi e quelli delle discipline progettuali.
-In relazione ai processi propedeutici all’apprendimento dell’elaborazione progettuale, compositiva, della ripresa fotografica e del fotoritocco si propone la graduazione nel primo biennio fra Elementi di Percezione visiva, al primo anno e Elementi di Fotografia e Multimedialità al secondo, (in sostituzione di Discipline audiovisive)..
-Sia pure permanendo severe riserve in merito al terzo indirizzo, per le incongruenze presenti nella sua formulazione e nelle sue finalità, per l’esigua diffusione dei percorsi presenti nel territorio, per le scarse risorse logistiche, strumentali e professionali esistenti, e tuttavia, per il sostegno comunque espresso dai pochi istituti che attualmente ne possiedono i requisiti, per le ragioni connesse all’avvio avvenuto dell’iter legislativo, con le integrazioni disciplinari necessarie perché non si caratterizzi come unico indirizzo detentore delle tecniche multimediali, si propone la sua conversione in Audiovisivo e Scenografia.
-Al fine di dotare di efficacia formativa il suddetto indirizzo, per la parte che attiene alla Scenografia, si propone nel secondo biennio e nel 5° anno una configurazione disciplinare e oraria più congruente. Come ad esempio Tecniche pittoriche e scultoree per l’allestimento scenografico e lo spettacolo.
-Per dotare di un supporto tecnico-scientifico adeguato gli apprendimenti connessi alla Tutela e valorizzazione del patrimonio artistico ed all’indirizzo Architettura Design Ambiente si propone l’attivazione della Chimica dei materiali per l’Arte nel secondo biennio e 5° anno.
-Al fine di individuare in modo più aggiornato e coerente gli obiettivi ed i contenuti disciplinari afferenti all’indirizzo Arti Figurative, si propone la denominazione Arti visive pittoriche e plastiche.
-Per tutte le ragioni elencate necessarie al conseguimento delle finalità educative e formative specifiche, in base all’esperienza sedimentata nell’ambito dell’istruzione secondaria artistica con un monte orario decisamente più congruo, contenendo a 35 ore il monte orario del secondo biennio e del 5° anno, si ritiene necessario almeno elevare di un’ora il monte orario del 1° biennio. ( da 34 a 35 ore).
Particolarmente destabilizzante permane, così come espressamente denunciato nel Documento Unitario, la previsione di passaggio al nuovo ordinamento, “A partire dalle prime e seconde classi funzionanti nell’anno scolastico 2010/2011” contenuto all’art.13 dello Schema di Regolamento approvato il 12 giugno.
La coerenza del Piano dell’offerta formativa, del progetto didattico-organizzativo, dell’azione di orientamento, nonché della continuità didattica nell’insegnamento e nell’apprendimento risulterebbero stravolti con danno anche alle attese legittime degli alunni e delle loro famiglie.
Gravano ancora di più le riserve relative alle previsioni contenute nel suddetto articolo laddove:
-nell’incardinare il nuovo ordinamento sui precedenti, le strumentazioni e le professionalità
necessarie all’attivazione dei percorsi previsti fossero assenti o incomplete;
-le strumentazioni e professionalità disponibili dentro gli Istituti risultassero sovradimensionate rispetto alle previsioni di utilizzo;
-le strutture architettoniche faticosamente adattate ad un percorso previgente dovessero
trovarsi inadeguate ed economicamente non sorrette per l’adattamento al nuovo.
Nel sottoporre alla Vostra attenzione queste osservazioni, auspichiamo che lo svolgimento del percorso legislativo possa consentire una riflessione ponderata e approfondita sulle drammatiche conseguenze occupazionali e professionali, non meno che disciplinari e didattiche, per il personale precario e per quello a tempo indeterminato della scuola, derivanti dall'applicazione dell'articolo 64.
In particolare, per i riflessi che queste potrebbero produrre nell’ambito dell’Istruzione Artistica, nella definizione del piano di studi del nuovo Liceo Artistico, riteniamo indispensabile che sia raccolto il contributo critico e propositivo di tutti gli interlocutori del settore, soprattutto se coordinati e rappresentati democraticamente, perché, nell’interesse esclusivo del bene pubblico, coloro che dovranno costruire la riforma e coloro che la dovranno mettere in atto dentro gli Istituti possano riconoscere e valorizzare nel nuovo assetto organizzativo il patrimonio pedagogico, disciplinare e didattico radicato nella tradizione dell’educazione e formazione per l’Arte.
Coordinamento Istruzione Artistica Nazionale
Uscite tutte le tabelle:
Classi di concorso e insegnamenti
Sono presenti ancora errori, ci siamo abituati. Per il resto no comment.
Allegato A - Nuove Classi concorso

Profilo in uscita frammentato, senza equilibrio e discriminatorio.
Nel comunicato stampa del riordino dei licei, presente nel sito del MIUR, si legge quanto segue:
◦arti figurative - a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di cogliere i valori estetici nelle opere artistiche ed individuare le problematiche estetiche, storiche, economiche, sociali e giuridiche connesse alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici e culturali;
◦architettura, design, ambiente - a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di conoscere e utilizzare i codici della comunicazione visiva e audiovisiva nella ricerca e nella produzione artistica, in relazione al contesto storico-sociale;
◦audiovisivo, multimedia, scenografia - a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di impiegare tecnologie tradizionali e innovative nella ricerca, nella progettazione e nello sviluppo delle proprie potenzialità artistiche.
◦
Aldilà dell’errore di collocazione delle finalità tra l’Architettura e l’Audiovisivo, è interessante (e inquietante) notare che le parole ricerca, tecnologie tradizionali e innovative e potenzialità artistiche sono presenti soltanto negli ultimi due indirizzi. L’indirizzo Arti Figurative, già penalizzato dalla sua denominazione, viene “limitato” alla catalogazione e al rilievo dei beni culturali; l’indirizzo che accoglie due dei più importanti medium artistici (Pittura e Scultura), dei quali il ministero e i relativi “tecnici” non hanno valutato i connotati contemporanei, non prevede la creatività e la ricerca, tanto meno la progettualità e il concetto.
Tra l’altro, la finalità relativa alle Arti Figurative, corrisponde esattamente al primo punto del Profilo Educativo, Culturale e professionale del Liceo Artistico (punto del quale dichiaravamo l’assoluta inesistenza nei fatti), gli altri punti sono totalmente disattesi da questa finalità:
- conoscere e utilizzare i codici della comunicazione visiva e audiovisiva nella ricercae nella produzione artistica, in relazione al contesto storico-sociale;
- conoscere e padroneggiare tecniche grafiche, pittoriche, plastiche e architettoniche ecollegarle con altri tipi di linguaggio studiati;
-impiegare tecnologie tradizionali e innovative nella ricerca, nella progettazione e nello sviluppo delle proprie potenzialità artistiche.
E’ questo il profilo in uscita comune a tutto il Liceo Artistico.
Tutto ciò è inaccettabile e pericoloso nonché anacronistico.
Sottoscrizione appello: quota...9500


ROMA
LEZIONE DI UNA PRECARIA






Il sito è in fase di riordino.
Chiediamo scusa per eventuali documenti momentaneamente assenti e link disattivati.
Tutti i documenti dei CdD saranno reinseriti al più presto.
Grazie.












L'arte e la rivolta non moriranno che con l'ultimo uomo. (Fjodor Dostoevskij)
L'arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità. (Pablo Picasso)
INDICAZIONI NAZIONALI DEFINITIVE
Pubblicate le nuove indicazioni nazionali nella loro versione definitiva. Perplessità sulla struttura, presentate per ogni indirizzo con il biennio comune compreso, tanto per alimentare la non poca confusione esistente.
Liceo artistico indirizzo Arti figurative.pdf
Liceo artistico indirizzo Architettura e ambiente.pdf
Liceo artistico indirizzo Design.pdf
Liceo artistico indirizzo Audiovisivo e Multimediale.pdf
Liceo artistico indirizzo Grafica.pdf
Liceo artistico indirizzo Scenografia.pdf
CIRCOLARE ORGANICI
CIRCOLARE MINISTERIALE 37 - ORGANICI.pdf
TABELLA CLASSI DI CONCORSO/INSEGNAMENTI.doc
ACCORPAMENTO CLASSI DI CONCORSO E ABBINAMENTO AGLI INSEGNAMENTI D’INDIRIZZO RINVIATO ALL’ANNO PROSSIMO: TANTE LE INCONGRUENZE PRESENTI NELLA BOZZA!
E’ ARRIVATA. SI COMINCIA A PAGARE. MA QUANTO?
ISCRIZIONI IN RIALZO O IN CALO? SI POSSONO GIA’ CONTARE I SOPRANNUMERARI? PROBLEMI CON LA CONFLUENZA DEGLI INDIRIZZI? SITUAZIONI ANOMALE?
SCRIVI UN COMMENTO E RACCONTA LA TUA ESPERIENZA. Entra nel forum.
GLI INTERVENTI SERVIRANNO INOLTRE A CENSIRE LA SITUAZIONE NAZIONALE POST “CURA DIMAGRANTE”.
PUBBLICATE LE BOZZE DI INDICAZIONI NAZIONALI DEI LICEI
Scarica la cartella con i documenti distinti per discipline QUI.
“RIFORMA” ARTISTICO: I DOCUMENTI
Nella “tragedia” una battaglia vinta. Adesso bisogna vincere le altre!
Alcuni punti significativi.
-Gli ISA, su richiesta, potranno confluire negli istituti professionali per l’industria e l’artigianato in alternativa al Liceo artistico.
-Nel Liceo artistico 6 indirizzi di cui uno (design) articolato secondo i settori di produzione. Arti figurative, Architettura e ambiente, Design, Audiovisivo e multimediale, Grafica, Scenografia.
-Comma 6, art. 4 del regolamento confermato: possibilità di effettuare intese con le regioni per potenziare l’offerta formativa nell’ambito dei laboratori.
-Recuperata la Chimica dei materiali in 4 indirizzi su 6, in Grafica e Audiovisivo continueranno le Scienze naturali che sono state reinserite nel biennio iniziale.
-Aumento di un’ora delle discipline pittoriche e grafiche nel biennio iniziale.
-Aumento di un’ora di discipline artistiche in tutti gli indirizzi tranne Arti figurative nel quale viene inserita la Fisica; provvedimento che annulla le differenze nella formazione comune agli indirizzi.
-Aumento di 2 ore di discipline artistiche al 5° anno.
-Uniformata l’articolazione delle ore tra disciplina progettuale e laboratorio nella quasi totalità degli indirizzi, anche in funzione dell’agevolazione di classi articolate (a doppio indirizzo).
-L’Audiovisivo, tolto dal biennio iniziale, recupera le ore nel triennio del relativo indirizzo.
-Il laboratorio artistico potrà essere affidato a tutte le classi di concorso e relative discipline in funzione degli indirizzi attivi.
-Riformulato il Profilo Educativo del Liceo Artistico e quelli per indirizzo.
-Riviste le denominazioni delle discipline.
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIA: RINVIO DI UN ANNO PER LA RIFORMA.
red - L'Assemblea Regionale Siciliana vuole il rinvio della riforma Gelmini.
Tra le motivazioni ci sarebbe la mancata pubblicazione in Gazzetta dei regolamenti attuativi della riforma della scuola secondaria superiore che potranno pertanto essere annullati dal giudice amministrativo, facendo precipitare la scuola nel caos e questa situazione, inoltre, non ha permesso alla Regione Sicilia di mettere in atto l’integrazione formativa.
Inoltre il numero dei tagli :sarebbero infatti 5.000 posti di lavoro in meno per il prossimo anno se la riforma venisse applicata, che si vanno ad aggiungere agli 11.000 che la scuola siciliana ha già perso negli ultimi 5 anni. Aumenterebbe il numero di precari della scuola, e sarebbe a rischio anche la stabilità dei docenti di ruolo della Regione.
IN RIFERIMENTO ALLA SITUAZIONE DEI MODELLI VIVENTI
DI MARIO SUCICH
Sono il modello del liceo Artistico di Bologna dove lavoro dal 1995. Nel 1999 è stata emessa una sciagurata ordinanza che ci ha precarizzati: ricordo ancora l'assemblea dove la sindacalista della CGIL Paola Poggi
(cioè una persona che in teoria avrebbe dovuto tutelarci...) ci disse candidamente che da parte del Governo (all'epoca quello D'Alema) era emersa la precisa volontà di fare sparire la nostra categoria lasciando questa professione in balia a studentesse universitarie che l'avrebbero fatta occasionalmente e senza alcun riconoscimento di lavoratore. Oltretutto il governo non ha mai stanziato dei fondi per dotare le scuole del danaro per pagarci. Le scuole tirano fuori i soldi dai fondi per i supplenti (come se noi che lavoriamo tutto l'anno e anno dopo anno fossimo supplenti); risultato: io devo ancora ricevere lo stipendio di dicembre!!!
Senza contare che grazie a questo contratto non abbiamo ferie, d'estate non prendiamo un soldo,
se ci ammaliamo e non andiamo a scuola non prendiamo una lira, abbiamo contributi dimezzati e di scarso valore ai fini della pensione (la famosa contribuzione separata..) e così via. Grazie signora Poggi!!
Comnque un avvocato che collabora con l'RdB Cub mi ha detto che secondo lui ci sarebbero gli estremi per denunciare quest'ordinanza come incostituzionale (perché è assurdo togliere in questo modo dei diritti a dei lavoratori). Tra l'altro il contratto che avevamo prima era a tempo determinato: cioè se l'anno successivo non c'erano ore da assegnare ce ne andavamo a spasso e non pesavamo minimamente sull'apparato pubblico. Se dopo un pò eravamo troppo vecchi o stanchi per fare questo lavor potevamo fare la domanda per bidelli e appena si liberava un posto venivamo assunti.
Era davvero un contratto dignitoso che ci è stato iniquamente tolto. La causa costerebbe sui 750 euro circa (o poco più, dipende dal numero di udienze) e se fossimo in molti modelli a portarla avanti costerebbe davvero una fischiata a testa. Non c'è alcuna certezza di vittoria (l'avvocato mi parlava di probabilità fifty-fifty di vincerla) ma secondo me sarebbe davvero una buona occasione per tirare in ballo la questione e non è detto che un giudice coscienzioso non possa restituirci quello che sindacalisti e politici privi di coscienza ci hanno così ingiustamente tolto. La cosa paradossale è che penso che il Governo prima del '99 non sapeva niente della nostra esistenza: mi pare sia stata proprio la CGIL a promettere di farci avere addirittura il ruolo; e credo che abbia fatto la proposta e appena il Governo l'ha vista ha detto: Cosa? Il ruolo? Ma precarizziamoli subito! E subito ad ubbidire: tanto, duecento modelli che importanza vuoi che abbiano? Non sono mica metalmeccanici o insegnanti, non sono mica persone, lavoratori, sono duecento e quindi un numero per cui non vale la pena di spendere neanche due parole. Non sono sicuro ma credo che le cose siano andate proprio così.
Scusate lo sfogo, ma chi come me vive in prima persona questa situazione sa cosa significhi vivere nel terrore di ammalarsi (perché sennò non mangi) e anche quando fai regolarmente e con grande onestà il tuo lavoro, la scuola non riesce a pagarti perché non ha fondi.
Se volete aderire potete anche contattarmi al mio indirizzo email mario1738@interfree.it
IL SITO E’ TUTTORA IN FASE DI AGGIORNAMENTO.
MOLTE ADESIONI POTREBBERO NON ESSERE VISIBILI. PER FACILITARE GLI INSERIMENTI, SI PREGA DI INVIARE IN FILE WORD LA LISTA DEI DOCENTI, D.S., ALUNNI, GENITORI CHE ADERISCONO AL CIAN, PRECISANDO L’ISTITUTO E LA CITTA’:
a contatti@istruzioneartistica.it.
GRAZIE.
TABELLE DI CONFRONTO
OGGI/DOMANI?
UNO SGUARDO SULLA REALTA’ DEI FATTI
Ecco alcune fra le tante tabelle di confronto tra gli attuali indirizzi, gli ordinamenti in vigore e la Riforma, attraverso le quali possiamo scoprire l’impoverimento delle discipline artistiche e di altre, in particolare la chimica, ma anche svelare la truffa delle unità orarie a 60 minuti. Chi ci “perde”, chi ci “guadagna”? E soprattutto di quale liceo stiamo parlando? Dove è finito il Profilo educativo del Liceo Artistico?
Michelangelo Pittura - Scultura/ Arti figurative
Michelangelo Pittura - Scultura/ Architettura e design
Michelangelo Rilievo e catalogazione/ Arti figurative
Michelangelo Rilievo e catalogazione/ Architettura e design
Tradizionale Architettura/ Architettura e design
Tradizionale Accademia/ Arti figurative